Un contributo subito e un mini lavoro a settembre. Il Comune si impegna “in solido” con i 170 dei cantieri di servizio

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Novanta euro per 22, e trenta euro per tutti gli altri, più cinque euro per ogni componente del nucleo familiare.

E’ questa la “soluzione” che ha permesso all’assessore alla solidarietà sociale, Piero Cavaleri di stemperare gli animi nei giorni scorsi, quando un gruppo di disoccupati, inseriti nelle graduatorie dei Cantieri di servizio, aveva occupato la Sala Gialla e minacciato di buttarsi dal balcone.

Una soluzione tampone che porta con sé qualche interrogativo.

I 170 disoccupati inseriti in graduatoria sono stati suddivisi, pare, in fasce per reddito. Alcuni di loro (inizialmente ventidue persone, poi aumentate di qualche unità) hanno ricevuto la promessa di un sussidio di novanta euro.

Non soldi, ovviamente. Perchè il Comune non può in alcun modo elargire sussidi in denaro. A intervenire in supporto di Palazzo del Carmine sono state la Croce Rossa e il Banco Alimentare che si sono impegnati a garantire dei voucher per la spesa e derrate alimentari per un importo di novanta euro.

Si è dunque attivata la Rete della solidarietà messa in piedi in questi mesi dall’assessore Piero Cavaleri. Una buona notizia dunque, che non manca però di suscitare perplessità. Innanzitutto nella distinzione tra chi percepirà novanta euro e chi invece (la maggior parte) trenta euro.

In secondo luogo perchè la formula rischia di assomigliare al puro assistenzialismo.

Vero è che tale “nuova” platea di potenziali assistiti è stata creata sulla base di false aspettative generate dalla Regione Siciliana che aveva annunciato nel 2013 “la più grande misura di sostegno al reddito contro la povertà mai attuata in Sicilia”, 50 milioni di euro per i cantieri di servizio, salvo poi scoprire che quei fondi se li è ripresi il governo Renzi, lasciando solo le briciole.

Vero è anche che tale platea, 170 disoccupati inseriti in graduatoria, non comprende certo tutto il disagio economico presente in città. Sono tanti vecchi e nuovi poveri (sopratutto questi ultimi), esclusi da qualsiasi misura di sostegno diretto o indiretto e tutt’ora sconosciuti agli uffici della solidarietà sociale per il semplice fatto che non sono attive politiche e servizi che possano intercettarli.

Inoltre è previsto che i 170 disoccupati iscritti nelle graduatorie dei Cantieri di Servizio finanziati dalla Regione, vengano impiegati nei “mini cantieri” da 15 mila euro ciascuno finanziati con fondi del bilancio comunale. Chi è stato inserito nella graduatoria dei cantieri di servizio acquisisce dunque il diritto ad accedere a qualsiasi altra misura di sostegno al reddito venga attivata nel territorio di Caltanissetta. Un impegno “in solido” del Comune di Caltanissetta.

“Parliamo di vere povertà, in alcuni casi assolute”, effettivamente afferma Manuel Bonaffini, sindacalista della Cgil che ha seguito la vertenza. E dunque sostenendo  queste 170 persone non c’è alcuni rischio di sbagliare target.

L’intenzione di Palazzo del Carmine, infatti, è quella di avviare i mini cantieri a settembre. Si tratta di 75 mila euro per cantieri di lavoro sparsi in alcuni quartieri della città. Un progetto che doveva servire a ricucire la comunità locale dei quartieri con il tessuto micro imprenditoriale e artigiano degli stessi territori. I mini cantieri lavoro serviranno adesso a impiegare a turno i 170 disoccupati prelevati dalla stessa graduatoria dei Cantieri di Servizio.

Il risultato è che circa 150 saranno impiegati nei mini cantieri, con risorse economiche comunque esigue per una platea così grande e un “emolumento” di circa 350 euro a testa, gli altri venti circa dovrebbero accedere alle “borse lavoro”.

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