Ufficio tributi promosso a pieni voti dalla Giunta. Ma il caso “avvisi” è tutt’altro che chiuso

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La giunta comunale di Caltanissetta promuove a pieni voti l’ufficio tributi per l’invio a tappeto di accertamenti per il pagamento dei tributi Ici e Tarsu nell’ambito dell’attività di recupero dall’evasione e dall’elusione condotta dagli uffici per gli anni 2015 e 2016. Una promozione a pieni voti sancita da una delibera di giunta su proposta del dirigente dell’ufficio finanziario Claudio Bennardo.

A fronte della “promozione” a pieni voti, però, ci sarebbero ancora tante questioni sul tappeto, tra cui le contestazioni di numerosi avvisi di accertamento Ici e Tarsu che potrebbero essere illegittimi.

Nel solo 2016 sono stati scritti a ruolo 3341 contribuenti. Un milione e 700 mila euro il recupero Ici del solo anno 2016, due milioni e mezzo per il 2015, 4 milioni e 300 mila euro gli accertamenti di competenza per la Tarsu 2016. Sono alcuni dei numeri della delibera che promuove il lavoro dell’ufficio tributi del comune. Oltre 9 mila i provvedimenti di avviso di rettifica, 29 mila gli avvisi per il ruolo ordinario. Accertamenti e riscossione di competenza per l’anno 2015, sommando Ici e Tarsu, pari a oltre 6 milioni di euro. Ammonta ad oltre 6 milioni e mezzo di euro la somma di Ici e Tarsu per accertamenti di competenza e riscossione di di competenze e residui per il 2016.

Però  numerosi avvisi di accertamento di Ici e Tarsu relativi a periodi di imposta o tariffa relativi cinque anni addietro potrebbero essere nulli.

Questo quanto emerso in commissione bilancio e tributi del consiglio comunale di Caltanissetta dove è stata affrontata al questione sollevata dal professore Maurizio Reas durante la trasmissione Tony Accesi su Radio CL1.

Dei 29 mila avvisi per ruolo ordinario a vario titolo inviati per il pagamento di Tarsu e Ici, infatti, a rischio sarebbero quelli inviati per il pagamento di annualità già notificate soltanto con avvisi. Per quegli anni, essendo già stati notificati gli avvisi di accertamento, ai morosi non poteva essere effettuata una nuova notifica per sterilizzare i termini di prescrizione, ma semmai andava inviata la cartella esattoriale a ruolo.

Una questione tecnica che potrebbe riguardare ingenti risorse inserite nel bilancio comunale. Martedì scorso in quarta commissione erano presenti il commercialista, Maurizio Reas, e i vertici burocratici della ragioneria del Comune. E’ stato acquisito il carteggio e la questione sarà approfondita.

I temi in discussione sono stati diversi ma il più importante riguarda la giurisprudenza che ormai è consolidata per i tempi della notifica. “La norma non è chiarissima e il nostro ufficio riesce a notificare con molti anni di ritardo, rispetto all’anno di riferimento anche perchè fino al 2015 la normativa sembrava dare spazio alla possibilità di notificare entro cinque anni più uno, ma oggi la normativa imporrebbe al massimo un periodo di tre anni”, ammette il presidente della commissione bilancio Angelo Scalia.

Gli uffici hanno quindi riferito in commissione che chiederanno un parere ad Anutel, l’agenzia che supporta i comuni contro l’evasione e l’elusione dei tributi locali.

Se nel 2010, ad esempio, un utente ha avuto notificato un avviso di accertamento, la Cassazione sostiene che nel successivo anno non può avere notificato un nuovo avviso perchè la situazione è consolidata al 2010. Quindi nel 2011, o successivamente, l’utente deve ricevere una cartella a ruolo (da Riscossione Sicilia), che cristallizza la situazione. E invece dal comune sarebbero partiti nuovi “avvisi” che adesso rischiano di essere nulli.

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