A rispondere alle domande nell’intervista di questa settimana è il Presidente del Comitato di quartiere “San Francesco”, Marcello Bellomo. Attivo da molti anni a Caltanissetta per lo sviluppo di una cittadinanza attiva e solidale, Bellomo è fra i sostenitori di “Italia che cambia”. 

Nato da qualche settimana, il comitato di quartiere “San Francesco” desidera promuovere una cittadinanza attiva a partire dall’impegno per la vivibilità del proprio quartiere. Concretamente, come declinerete le vostre finalità statutarie?

Intanto vorrei ringraziarti per avermi dato la possibilità di parlare della nuova avventura – iniziata da poco – ospitandomi nella tua bella ed interessante rubrica. Tutto è nato dalla volontà di alcuni di noi di dimostrare, anzitutto a se stessi, che quando si possiedono la volontà e la consapevolezza di voler cambiare lo stato delle cose, tutto è possibile. Il primo impegno che ci siamo proposti è quello di tornare a guardarci negli occhi perché il quartiere quarant’anni fa funzionava ed era vivo per via dei legami personali e solidali esistenti fra gli abitanti. Vogliamo ricominciare dalla collaborazione, dal mettersi al servizio della collettività facendo squadra e ponendo al centro l’interesse di tutti. 

Appena sorti come comitato di quartiere, vi siete adoperati in alcune iniziative. Potresti presentare le vostre attività già avviate?

Nella conferenza stampa di presentazione della nascita del Comitato di quartiere, svoltasi il 4 ottobre ovvero in occasione della festa religiosa di san Francesco, ho dichiarato come presidente del nascente Comitato che avremmo adottato i luoghi simbolo del quartiere, che sono: la scalinata di San Francesco (con la chiesa a lui dedicata); l’abbeveratoio; il Cristo nero; l’Istituto Signore della Città e il belvedere dove si estende il parcheggio in uso all’ufficio Tecnico e dal quale si può ammirare la valle del Castello di Pietra Rossa e la chiesa di Santa Maria degli Angeli. Il passo successivo è stato quello di munirci di tagliaerba, di scope, di guanti e di tutto quanto occorre per ripristinare il decoro di uno dei quartieri più antichi e belli della nostra città. In quattro abbiamo iniziato a ripulire la scalinata e a mantenere quanto dichiarato. Nei giorni successivi, abbiamo continuato con l’attività di sistemazione e pulizia. Abbiamo attivato anche un progetto che consiste nel far decorare – ai bambini della scuola primaria presenti nel quartiere – delle cassette in legno inutilizzate. Proposta a cui hanno aderito associazioni a sostegno dei diversamente abili e persone detenute presso la Casa di Reclusione di San Cataldo. Il prodotto finale sarà regalato agli abitanti del quartiere per abbellire gli spazi antistanti alle abitazioni ed in generale i complessi abitativi. In tal modo, cerchiamo di recuperare materiali in disuso dandogli nuova vita e valori. A nostro parere, tale condivisione permette la creazione di circoli virtuosi. Stiamo lavorando anche all’organizzazione di un mercato del riuso, da svolgere una volta al mese, dedicato allo scambio di pezzi di auto e moto d’epoca e ai prodotti vegetali e caseari provenienti dal nostro territorio. Tramite la collaborazione del Maestro dell’opera dei “Pupi Siciliani” Carmelo Mimmo Cuticchio, stiamo preparando un cartellone di eventi in prossimità del Santo Natale. Infine, a giorni – insieme all’assessore Giuseppe Tumminelli e ad un tecnico dell’ufficio comunale – faremo un sopralluogo nello spiazzale a lato del parcheggio per creare un giardino da arredare con materiali di recupero, del tipo pallet in legno, abilmente trasformati. 

Nei prossimi mesi, quali caratteristiche assumerà l’impegno del Comitato di quartiere “San Francesco”? 

Per i prossimi mesi abbiamo in cantiere tante altre attività alcune delle quali legate alla possibilità di gestire un locale da utilizzare per le finalità del comitato ma anche per: corsi di alfabetizzazione per anziani; doposcuola per bambini in difficoltà; laboratori creativi di diverso genere; assistenza legale e sanitaria gratuita per i meno abbienti. 

Dal peculiare osservatorio dei Comitati di quartiere si può notare come Caltanissetta sia una città ricca tanto di risorse positive operanti in vari settori quanto di emergenze più o meno conosciute dalla comunità. Secondo te, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

Secondo me, la politica locale dovrebbe recuperare credibilità tanto attraverso l’attuazione di politiche di democrazia partecipata quanto snellendo il sistema burocratico che paralizza e scoraggia chi ha volontà di fare. Inoltre, l’amministrazione comunale dovrebbe mettere a disposizione delle associazioni Onlus tutto quello che è in suo possesso, e inutilizzato, al fine di svolgere un servizio per la collettività. Poi, occorre motivare le persone a trasferire le loro abitazioni nel cuore della città tramite un piano di cementificazione zero ma anche attraverso ristrutturazioni al fine di creare abitazioni, anche sociali, per sfruttare il patrimonio urbano che la nostra bella città possiede. Con il concorso dei livelli politici regionali e nazionali, va ripensata la nostra rete infrastrutturale per attrarre il turismo di qualità e, dunque, far conoscere il patrimonio culturale, archeologico, enogastronomico, artigianale e artistico di cui il nostro territorio è ricco.

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