“Turni fino a 14 ore”, sit-in dei corrieri Ups alla zona industriale. Due lavoratori investiti fuori dai cancelli

Fino a 14 ore sopra il furgone, su e giù per le strade della città e della provincia per consegnare i pacchi a domicilio alle migliaia di clienti che acquistano dalle piattaforme online. Il mestiere del corriere non è certo nuovo ma sono nuove le implicazioni che derivano dalla Gig economy e dell’incremento esponenziale degli acquisti tramite la rete, su tutti Amazon.

Questa mattina i lavoratori aderenti alla Filt Cgil, dipendenti di una società subappaltatrice situata alla zona industriale hanno organizzato un sit-in per chiedere maggiori tutele contrattuali. La ditta nissena è subappaltatrice della Randazzo Srl di Palermo il cui principale committente è il colosso Ups. Il sit-in di oggi è stato organizzato dopo la rottura delle trattative a Palermo per l’applicazione del contratto nazionale di categoria siglato da Cgil, Cisl e Uil per il settore merceo-logistica. A questi lavoratori, una trentina, viene invece applicato un contratto siglato da un sindacato meno rappresentativo e con minori tutele.

Durante il sit-in di stamane due corrieri che partecipavano alla manifestazione sono stati investiti da un furgone che usciva dalla ditta guidato da un collega che non aderiva alla protesta. Uno di loro è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso, l’altro se l’è cavata con un ematoma al braccio. La stessa società – come puntualizzato dai lavoratori presenti – si è dissociata dall’accaduto anche perché il sit-in era pacifico e i lavoratori non bloccavano i cancelli da cui erano già entrati e usciti altri mezzi. “Vorrei denunciare che stamane c’è stato un comportamento scorretto da parte di un nostro collega che ha investito un altro collega e anche me, siamo stati aggrediti”, racconta Salvatore Di Blasi, rappresentante Rsu della Filt-Cgil dell’azienda.

Di Blasi a nome dei colleghi spiega che già in tutta Italia il contratto di categoria siglato da Cgil, Cisl e Uil viene applicato. “Il primo cliente della società è Ups che subappalta alla Randazzo che a sua volta subappalta alla Salerno. In tutti questi passaggi si perdono i contratti. Il tema è anche quello delle ore di lavoro: il contratto ne prevede 40 settimanali ma siamo arrivati a farne 12 o anche 14 al giorno (tra magazzino e trasporti, ndr.). Il contratto che chiediamo invece limita la prestazione a 39 ore settimanali con possibilità di arrivare a 44 riconoscendo la trasferta”.

Presente al sit-in la segretaria generale della Cgil Caltanissetta Rosanna Moncada. “Non potevamo mancare oggi sia perché questi lavoratori sono nostri iscritti sia per l’importanza della vertenza in questo periodo. Parliamo di sicurezza e sfruttamento e siamo qui davanti a un’azienda che non rispetta i contratti e sfrutta i lavoratori. La tensione è alta e la battaglia per il rispetto dei contratti non può arrivare a questi episodi da debellare ed evitare” afferma Moncada in riferimento all’episodio di stamane.

“I lavoratori hanno diritto a un contratto che rispetti prerogative e orari di lavoro e ci auguriamo che avvenga. In tutta Italia si applica un contratto che rispetta il lavoratore con istituti importanti, non solo per l’aspetto della retribuzione. Ci aspettiamo che la Randazzo faccia un passo indietro e dimostri di rispettare i diritti di questi lavoratori”.

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