Truffe con carte d'identità e buste paga false. Si allarga l'inchiesta nissena

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Ottenevano finanziamenti per l’acquisto di elettrodomestici ed autovetture, esibendo documentazione falsa – i Carabineri della compagnia di Caltanissetta notificano informazioni di garanzia nei confronti di tredici persone, tutte residenti a Caltanissetta. E’ la seconda tranches dell’inchiesta “Friends”, Amici, che aveva già portato a otto avvisi di garanzia nei giorni scorsi.
Un garage adibito ad ufficio in una villetta di Pian del Lago, tanti documenti falsi, carte d’identità provenienti dal comune, oggetto di approfondimento investigativo, insieme a buste paga dell’Inail e altri documenti taroccati, allo scopo di frodare oltre cento commercianti del nisseno e di altre province.
La Procura presso di Caltanissetta, che ha coordinato le indagini, recependo le ulteriori risultanze investigative svolte dai carabinieri, oltre ad emettere l’informazioni di garanzia notificate la scorsa settimana per associazione per delinquere, contesta oggi pesanti accuse anche nei confronti di quattordici persone, tutte di Caltanissetta e in larga parte gia’ gravate da precedenti penali, che vanno dalla sostituzione di persona, al falso materiale commesso dal privato, falsità  ideologica commessa dal privato in atto pubblico, truffa e violazione al codice in materia di protezione dei dati personali e trattamento illecito di dati personali, aggravato e in concorso.
Gli indagati, indicati solo con iniziali e data di nascita, di seguito.

  1. G.l.m. Classe 1981;
  2. C.s. Classe 1954;
  3. C.m. Classe 1988, incensurato;
  4. C.f.d. Classe 1979;
  5. M.r. Classe 1988, incensurata;
  6. B. M. Classe 1970
  7. D.g.m. Classe 1969;
  8. T.m. Classe 1971;
  9. G.c. Classe 1990;
  10. M.m.m. Classe 1973;
  11. M.c.m. Classe 1985;
  12. A.i. Classe 1976;
  13. S.g. Classe 1964

Le numerose persone sentite nel corso delle indagini, che si vedevano recapitare presso le rispettive abitazioni ingiunzioni di pagamento da parte di varie finanziarie per acquisti in realta’ da loro mai effettuati, disconoscevano puntualmente le firme apposte sugli ordini di acquisto e talvolta, le fotografie apposte sulle copie delle carte di identita’ sequestrate dai carabinieri, allegate a corredo delle richieste di finanziamento, benche’ riportanti i dati anagrafici esatti, recavano la foto degli autori di raggiri. In altre occasioni, e’ stato appurato che i documenti formati fraudolentemente, appartenevano a persone inesistenti.
Complessivamente, durante le attività di indagine si è fatta luce su poco meno di cento truffe, tutte consumate tra il 2009 e il 2013.

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