Truffa dello specchietto. Arrestata coppia di malviventi in flagrante. Forse autori di altri colpi.

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Truffa speccchiettoVenerdì 12 aprile la Squadra Mobile – Sezione Reati contro il Patrimonio e delitti contro la P.A – ha tratto in arresto due disoccupati di Siracusa in trasferta, il pluripregiudicato Michele Restivo di 34 anni e Roberta Tinè di 22, sorpresi in flagranza dei reati di violenza privata e tentata truffa aggravata, in concorso tra loro, in danno di un pensionato di ottantadue anni.

In particolare, pattuglie civetta anti rapina della Squadra Mobile guidata dal Giovanni Giudice e Marzia Giustolisi, in viale della Regione hanno notato due autovetture che ad alta velocità, si sorpassavano in mezzo al traffico, con la vettura davanti, un Opel Astra, in fuga inseguita dalla seconda auto, una Renault Clio.

Gli Agenti si lanciavano all’inseguimento delle due autovetture, non perdendole mai di vista, sebbene altri veicoli si erano incolonnati dinanzi il loro mezzo.

Poco dopo le due autovetture in corsa raggiungevano il piazzale del distributore di carburanti Esso, in via Due Fontane, adiacente la Sala Bingo, dove la Renault Clio, ha tagliato la strada all’ Opel Astra, condotta dall’anziano pensionato, costringendolo quest’ultimo a una brusca frenata per evitare la collisione .

Restivo MicheleMentre i poliziotti si avvicinavano dopo aver dribblato i veicoli che precedevano la “volante” di servizio, hanno sentito le urla del conducente della Renault, Michele Restivo, che minacciava con frasi del tipo “ma dari i sordi” (mi devi dare i soldi), gesticolando in modo minaccioso con le mani in prossimità del viso l’anziano malcapitato,facendolo scendere con forza dalla sua auto.

Gli agenti bloccavano immediatamente il RESTIVO e la sua giovane complice e compagna TINE’ Roberta che viaggiava insieme a lui , cercando di rassicurare nel contempo l’anziano che per la paura non riusciva a parlare.

L’uomo, dopo essersi ripreso, rassicurato dalla Polizia, ha raccontato di essere stato inseguito da Restivo, il quale affiancandolo gli aveva lanciato dall’auto in corsa una pietra o un piombino, asserendo così di aver subito il tamponamento della sua autovettura, causandogli la rottura dello specchietto retrovisore laterale, e che quindi voleva essere risarcito. Insomma la classica truffa dello specchietto con falso incidente.

L’anziano resosi conto di essere vittima di un raggiro, spaventato, si è dato alla fuga, inseguito da RESTIVO che ha tentato più volte di speronarlo, riuscendo a bloccarlo, tagliandogli la strada all’interno del piazzale del distributore di carburante.

Continuando il suo racconto allucinante, l’anziano ha spiegato che dopo essere stato bloccato da RESTIVO, e costretto ad uscire dalla sua autovettura, il malvivente continuava a minacciarlo pesantemente con urla e gesti delle mani in prossimità del viso, ribadendogli la richiesta dei soldi, per il risarcimento della fantomatica collisione, a seguito della quale, a suo dire, “si era rotto lo specchietto retrovisore laterale”.

I due arrestati RESTIVO Michele e TINE’ Roberta, condotti in Questura, venivano perquisiti nella flagranza del reato, e trovati in possesso di tutti gliarnesi necessari alla consumazione dei reati in questione.

In tasca del RESTIVO venivano trovati dei pezzi di carta vetrata, a grana grossa, usata per arrecare le striature sull’autovettura del malcapitato, a testimonianza che Tinè Robertaera effettivamente avvenuta una collisione. All’interno dell’autovettura venivano trovati sassi e piombini, di varia taglia, del tipo utilizzati per l’equilibratura delle ruote, nonchè uno specchio integro da applicare come ricambio nello specchio retrovisore laterale sinistro.

Per realizzare la truffa sull’autovettura degli arrestati si trovava uno specchio lesionato, preparato precedentemente per far credere alla vittima che effettivamente si era rotto a seguito della fantomatica collisione.

All’interno della borsa della donna veniva rinvenuta una somma di denaro pari a 1.050,00 euro, risultati provento di analoghe precedenti truffe.

A quel punto è apparso chiaro agli Agenti che i due arrestati, utilizzando la collaudata tecnica della “truffa dello specchietto”, avevano effettivamente avvicinato l’anziano e lanciato uno di quei sassi o di quei piombini trovati a quantità nel cruscotto, simulando un tamponamento, a seguito del quale a dire degli arrestati si era rotto lo specchietto retrovisore laterale sinistro.

I due fermati avevano trascorso la notte precedente in albergo e all’interno della stanza la Polizia ha trovato un borsone contenete indumenti, un altro piombino ed un ulteriore piccolo pezzo di carta vetrata a grana grossa.

Verosimilmente la grossa somma di denaro, rinvenuta nella borsa della TINÈ è giudicata fortemente in contrasto con la condizione di disoccupati di entrambi gli arrestati, e a tal proposito la 22enne, vistasi smascherata, ha detto spontaneamente di aver ricevuto i soldi da RESTIVO.

Quest’ultimo, davanti all’evidenza, ha spiegato di aver accumulato la somma grazie a precedenti truffe, commesse con analoghe modalità a Siracusa, ammettendo anche il reato contestatogli in flagrante. A seguito del tentativo di fuga dell’anziano si era molto innervosito per non essere riuscito nel suo proposito criminale, e si è lanciato al suo inseguimento riuscendo a bloccarlo dopo avergli tagliato la strada.

La vittima dopo essersi ripresa si presentava in questi Uffici ove sporgeva dettagliata denuncia di quanto accaduto, riscontrando pienamente l’odierna tesi accusatoria, dichiarando che solo il provvidenziale intervento della Polizia gli aveva permesso di svincolarsi da quella situazione incresciosa.

Tutti gli elementi di reato rinvenuti, cosi come pure il denaro venivano sequestrati, mentre l’autovettura utilizzata dagli arrestati, che avevano preso a noleggio a Siracusa veniva riconsegnata alla ditta di noleggio.

Dopo gli adempimenti di rito, come disposto dal magistrato di turno Dr.ssa Cristina Lucchini, il RESTIVO è stato associato presso la locale Casa Circondariale, mentre la TINÈ è stata associata presso la Casa Circondariale di Enna.

Il RESTIVO Michele è stato in passato denunciato per reati specifici quali furto aggravato, porto di armi, truffa, ricettazione, falsificazione di monete, rapina, rissa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, impiego di denaro e beni di provenienza illecita, evasione, e da ultimo in data 16.03.2013, meno di un mese fa, veniva segnalato dall’U.P.G.S.P. di Siracusa per un ulteriore episodio della cosiddetta “truffa dello specchietto”.

Entrambi gli arrestati hanno nominato difensore di fiducia l’avvocato Junio CELESTI, del Foro di Siracusa.

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