Tritolo per Di Matteo sparito grazie a fuga di notizie. Lari: "non è escluso"

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La fuga di notizie sul pentimento di Vito Galatolo ha danneggiato le indagini e non è escluso che abbia compromesso la ricerca del tritolo destinato ad un attentato al PM di Palermo Nino Di Matteo. Lo ha detto il Procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, parlando all’incontro organizzato dall’Anm sulla cronaca giudiziaria con il giornalista di Repubblica, Attilio Bolzoni, che ha presentato il documentario “Silencio” realizzato tra Messico e Calabria insieme a Massimo Cappello.
IMG_8765“Dovendo interrogare Vito Galatolo su notizie riguardanti il pericolo corso da un noto magistrato (Nino di Matteo, ndr.) nella fase iniziale della collaborazione l’assoluto segreto è fondamentale perché le domande non riguardano la storia della sua vita in cosa nostra, ma se ci sono omicidi in fase di esecutiva o armi da potere ritrovare”, ha detto Lari.
“Il primo interrogatorio serve per acquisire notizie urgenti e per verificare se in tempo reale sia possibile salvare vite e prevenire gravi reati. Una fuga di notizie in questi casi è esiziale”.
“Quando ho ricevuto la notizia di Galatolo che doveva pentirsi mi sono recato a Roma – ha proseguito il Procuratore – La mattina dell’interrogatorio, su un giornale c’era la notizia di Galatolo che si pentiva e io non avevo ancora raccolto una parola da Galatolo e già si sapeva del pentimento. Questo ha comportato rischi enormi per i familiari. È stata una compromissione sulle indagini e il tritolo non è stato trovato così come le armi e non è escluso che chi ha letto il giornale ha pensato bene di farle sparire”.
“Non mi risultano decisioni di comitati etici in questi casi”, ha detto il Procuratore di Caltanissetta Sergio Lari ai relatori ed alla platea riunita a Palazzo di Giustizia per l’incontro su “Cronaca giudiziaria” organizzato dall’Anm presieduta dal magistrato Fernando Asaro.

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