“Tre parole” di Leandro Janni su “La voce del corpo” di Luca Vullo

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Gratuitamente ho avuto il piacere di assistere allo spettacolo (première nazionale) di Luca Vullo, “La voce del corpo”, al Teatro “Regina Margherita” di Caltanissetta. Dai palchetti, poiché i posti in platea erano tutti prenotati. Riservati. Da chi? Mah! Alle 21.00 inizia lo spettacolo: breve ma appassionata presentazione dell’autore (“orgoglio nisseno”) da parte del sindaco Giovanni Ruvolo e dell’assessore Pasquale Tornatore. Bene. Ma torniamo velocemente allo spettacolo teatrale e multimediale scritto,
diretto e interpretato dal bravo Luca Vullo: “La voce del corpo”. Appunto. Spettacolo focalizzato sull’italica-sicula gestualità. Sulla “comunicazione non verbale” – si potrebbe diversamente dire. Una sorta di godibilissima e divertente lezione di antropologia, sociologia e prossemica. Persino una lezione sui sentimenti. I nostri sentimenti, nell’epoca della società liquida e globalizzata, nell’epoca dell’incomunicabilità elettronica e del politicamente corretto. Una lezione che, in questi ultimi anni, Luca Vullo ha avuto modo di svolgere in tante scuole e università del mondo. Mi è piaciuto lo spettacolo? Certo che mi è piaciuto! Uno spettacolo accompagnato dagli interventi musicali del maestro Giuseppe Vasapolli e che ha visto la partecipazione straordinaria (e dolce) della mamma dell’autore, Angela Gabriele. Scientifici interventi video della professoressa Daniela Lucangeli, seducente psicologa. Grafiche e animazioni a cura di Roberto Gallà. Critiche? Forse lo spettacolo è un po’ lungo. Ci sono dei momenti (dopo un ottimo inizio) in cui il ritmo rallenta, la recitazione è meno espressiva, coinvolgente, ma siamo certi che Luca Vullo saprà perfezionare la sua performance teatrale. E d’altronde, Franca Valeri insegna: “Mi piace il teatro, bella copia della vita”. Che altro dire? Grazie!

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