Tragedia di Favara, ad uccidere la madre del 51enne suicida è stato uno sparo e non un malore

Non un malore della madre alla scoperta del figlio morto ma un omicidio suicidio. Questa adesso l’ipotesi su cui indagano gli inquirenti in relaizone alla tragedia di Favara. Nella serata di mercoledì 6 aprile i corpi di madre e figlio, un collaboratore scolastico di 51 anni, sono stati ritrovati privi di vita nel loro appartamento in via Bachelet. Le vittime sono entrambe decedute per un colpo di pistola, esploso a distanza ravvicinata: si tratta di Antonia Volpe, 83 anni, il cui corpo giaceva a poca distanza da quello del figlio 52enne, Angelo Maria, che con ogni probabilità si è tolto la vita utilizzando un revolver, pare con matricola abrasa, adesso sequestrato. La procura locale ha aperto un fascicolo contro ignoti per il duplice delitto.

Inizialmente si era ipotizzato che la donna avesse avuto un malore alla vista del corpo del figlio. Tuttavia l’esame necrosopico ha fatto emergere un’altra verità, un foro di proiettile al petto della donna. L’anziana era stata trovata avvolta nelle coperte e questo in nu primo momento aveva fatto propendere per il malore.

Il primo a dare l’allarme, nel tardo pomeriggio, è stato un vicino di casa delle vittime, che ha sentito uno sparo provenire dall’appartamento e ha subito avvertito i familiari.

Quindi l’altro figlio della donna uccisa, un imprenditore edile di 46 anni, si è recato sul posto e ha fatto la tragica scoperta.

I carabinieri, coordinati dal pm Salvatore Vella della Procura di Agrigento non escludono al momento nessuna pista.

Commenta su Facebook