Tradizione e salute, alta cucina con ingredienti poveri. I segreti dello chef Ottavio Miraglia svelati al Centro Michele Abbate.

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Si è svolta sabato 24 ottobre l’ultima delle quattro serate dedicate alla cucina nel segno della tradizione e della salute. Pienissima la sala del centro M. Abbate dove in una cucina attrezzatissima, allestita sulla pedana, lo chef Ottavio Miraglia, aiutato da alcuni allievi della Scuola alberghiera ha dato vita ad alcune ricette di sua creazione.

Intervista allo chef Ottavio Miraglia

Sara Simeoni assaggia La pasta di Tumminia con le lenticchie di Villalba
La campionessa olimpica Sara Simeoni con il marito

I prodotti della nostra terra, cucinati ad arte, hanno fatto la gioia dei presenti che, oltretutto, hanno imparato qualche segreto di cucina che, generalmente i cuochi tengono nel più rigoroso segreto.  Quattro le pietanze preparate tra cui la pasta di Tumminia con le lenticchie di Villalba e i canestrini di farina di ceci ripieni di ricotta.

“Non è detto che l’alta cucina – ha detto lo chef Ottavio Miraglia – si debba fare con le aragoste o con i pesci pregiati, si può fare anche con i prodotti poveri e le erbe spontanee. Basta saperli cucinare”.

A tal proposito la farmacista Lucia Termini, esperta di erbe e piante officinali, ha parlato dell’argomento con semplicità e chiarezza facendo luce su alcuni punti che, per il grosso pubblico, erano totalmente oscuri. Anche la d.ssa Silvia Micalizzi, biologa nutrizionista, ha dato il suo prezioso contributo alla riuscita della serata.

Intervista a Sara Simeoni, ex campionessa di salto in alto

Lillo Rampanti titolare dell'azienda vinicola Tenuta Rampanti (2)
Lillo Rampanti titolare della “Tenuta Rampanti”

L’arte della cucina se non è un lavoro, può essere un hobby anche molto gratificante. La pensano così alcune persone che si sono iscritte ai corsi serali della Scuola alberghiera per fare dei fornelli una fonte di conoscenze in grado di aiutarli nel proprio lavoro oppure, come nel caso di Silvia Lo Giudice, insegnante di musica e di sostegno alla Pietro Leone, per potere realizzare un sogno nel cassetto su cui, per il momento, ha voluto mantenere il segreto.

Presenti alla manifestazione, che si è svolta in una prevedibile atmosfera  di buon umore, il direttore del Cefpas Angelo Lomaglio, Pier Sergio Caltabiano responsabile della formazione al Cefpas, la d.ssa Daniela Falconeri responsabile medico, l’arch. Giuseppe Ippolito e alcuni dipendenti del Cefpas.

Ma l’ospite più importante è stata certamente l’ex campionessa olimpica di salto in alto Sara Simeoni che, appena libera dall’impegno precedente al palazzo dell’Università Moncada assieme a Juri Chechi e Mirco Scarantino, ha volentieri presenziato alla manifestazione culinaria. Ha assaggiato tutto e ha lungamente parlato con il maestro pasticcere  Lillo De Fraia e con lo chef Ottavio Miraglia, ben contenti di rivelare i propri segreti alla sempre amata campionessa veronese.

Intervista all’insegnante di musica e di sostegno Silvia Lo Giudice, allieva della Scuola alberghiera

Dopo gli assaggi delle pietanze, tutti nell’atrio per la degustazione dei vini offerti dall’Azienda vinicola “Tenuta Rampanti” di Riesi il cui titolare Lillo Rampanti ha sorpreso tutti quando, salito in pedana, ha detto che il 50% di tutto il Nero d’Avola che si produce nel mondo è fatto con le uve provenienti dal territorio di Riesi e Butera. Davvero una bella soddisfazione.

Si è conclusa così, “a tarallucci e vino” l’ultima serata di questa prima edizione del Salus festival.

Le foto della serata

Nota della Redazione:

a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery seguente, per farne uso pubblico, ricordiamo di citare la fonte “Radio Cl1″                                                                              

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