Tracollo Nissa, il tecnico Golesano: "Servono giocatori oppure vado via"

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Nissa che scrive una delle peggiori pagine della sua cinquantennale storia; al “Marco Tomaselli” la Pro Cavese si è imposta per tre a zero ma la pochezza dei biancoscudati è apparsa, a tratti, imbarazzante. Talmente stucchevole lo spettacolo offerto che alcuni tifosi, fra i poco meno di cento che hanno assistito alla contesa, dopo il terzo gol dei campani hanno silenziosamente e mestamente abbandonato gli spalti. Ancor più grave è apparsa la pochezza societaria, delineata a fine gara dal tecnico Dario Golesano che ha dichiarato: “Mi erano state fatte dalla dirigenza delle promesse che non sono state mantenute. Ma come posso lavorare con dodici o tredici atleti ed oggi mancava anche Avola. Se entro martedi non arrivano almeno sei giocatori, andrò via. Mi dispiace per la città e per i tifosi ma in queste condizioni non si può lavorare”. Analogo concetto è stato espresso dal capitano, oggi assente per squalifica, Salvatore Avola: “Io voglio rimanere ma vediamo cosa accade entro martedì e poi deciderò il da farsi”. Calcio d’inizio e la Nissa si getta in avanti e poco meno di trenta secondi dopo l’avvio della contesa sfiora il gol. Un fuoco di paglia, una fiammata che si estingue immediatamente e gli ospiti senza faticare più di tanto incamerano il bottino pieno. Al 3’ De Rosa, complice una difesa imbalsamata, griffa il vantaggio. La Nissa prova a reagire ma la lettura della distinta chiarisce i motivi di una pochezza offensiva evidente; in campo sono presenti per i biancoscudati ben sei juniores: due ’94, due ’93, un ’92 ed un ’95. Campani che al 27’, sfruttando l’ennesima amnesia del pacchetto arretrato, ottengono il raddoppio con Marrandino. Al 30’ Ercolano calcia un rigore ma centra la traversa; il numero sette degli aquilotti, nella ripresa, riesce comunque a triplicare con un bel colpo di testa sugli sviluppi di un corner. Infine, della serie piove sul bagnato, Carlo Failla al 67’ per doppia ammonizione trova anzitempo la via dello spogliatoio. Ogni decisione è rinviata a martedì: le sensazioni non inducono all’ottimismo.

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