Tra mea culpa e tafferugli il consiglio approva il piano triennale. Ed è quello fatto da Campisi

1112

Mea culpa, alzate di spalle, muri eretti all’interno della maggioranza e anche un “acceso diverbio”.

In oltre otto ore filate di consiglio comunale è successo di tutto. A tal punto che l’ordine del giorno, piano annuale e triennale delle opere pubbliche, è stato approvato alle 2,20 di notte, da un numero ridotto di consiglieri comunali e per di più si tratta dello stesso piano dell’anno scorso, predisposto dalla vecchia giunta.

Il tafferuglio sarebbe andato in scena fuori dall’aula consiliare tra i consiglieri Rino Bellavia e Angelo Failla. Ex colleghi di partito, il nuovo centro destra, Bellavia e Failla si erano già sfidati a colpi di comunicati stampa. Ieri l’epilogo con Failla che in aula ha chiesto conto alla presidente del consiglio comunale, Leyla Montagnino del perchè il collega continuasse a far parte in quota Ncd della settima commissione trasparenza e la stessa Montagnino che, by passando la domanda, ha preteso che gli interventi si attenessero all’ordine del giorno stabilito.

Poi una sospensione di dieci minuti e un “chiarimento” nella sala che divide l’ufficio della Presidenza dall’aula consiliare. Versioni disparate sull’accaduto, che è stato poi chiarito dai diretti interessati alla presenza della presidente del consiglio comunale. I fatti comunque pare si siano  svolti all’insegna del motto “res non verba” che campeggia sopra gli scranni di Palazzo del Carmine.

Non c’era nessun piano triennale

In buona sostanza non c’era nessun piano triennale delle opere pubbliche. Piccole modifiche di priorità, per esempio sulle manutenzioni. Un piano triennale approvato il 27 luglio scorso addirittura in assenza dell’assessore titolare, Amedeo Falci, che in aula non ha nascosto le carte, ammettendo errori e inconvenienti.

Piano annuale e piano triennale, entrambi atti presupposti di bilancio, non sono stati redatti e soprattutto condivisi per tempo con il consiglio comunale perchè per tutto l’anno non c’è stato neanche un dirigente titolare e i funzionari hanno dovuto supplire diverse incombenze.

Si farà meglio quest’anno, ha garantito Falci, alla presenza del nuovo dirigente dell’ufficio tecnico, al momento a scavalco dalla ex Provincia regionale. L’ingegnere Giuseppe Tomasella, di opere pubbliche inizierà a discutere subito e questa volta con il coinvolgimento dei consiglieri comunali.

Fermi per un turno, come al gioco dell’oca

Intanto, però, c’era un atto fondamentale da esitare. Andare ad approvare il prossimo 29 ottobre il bilancio di previsione senza il piano triennale e sopratutto in assenza del piano annuale delle opere pubbliche, sarebbe stato quanto meno spericolato.

E allora si è votato un emendamento che di fatto azzera un anno di programmazione e approva lo stesso piano dello scorso anno, che poi era quello predisposto dalla giunta Campisi e in particolare dagli assessori Carlo Giarratano e Andrea Milazzo con l’ufficio tecnico.

E proprio come in un gioco, magari gli scacchi, il consiglio comunale è rimasto per ore impantanato a capire fino in fondo le conseguenze di una bocciatura del piano delle opere pubbliche. Si sono fatte telefonate a funzionari, politici regionali, esperti amministrativi, da parte di consiglieri di varia estrazione, mentre in aula la segretaria comunale, Rita Lanzalaco, dava il suo verdetto. Senza piano triennale si va al commissariamento del comune.

E con il brivido del “tutti a casa” si è proseguita la seduta, in cui diversi consiglieri hanno però  contestato tale interpretazione della norma.

E in un primo momento era anche sembrato che tutto stesse per crollare. Alla richiesta di rinvio della seduta avanzata dal consigliere di maggioranza, Salvatore Mazza (per evitare una sicura bocciatura visto che la giunta non ha più i numeri), il consiglio comunale ha risposto picche, con una sonora bocciatura votata dall’opposizione e da parte della maggioranza e con altri astenuti sempre nella maggioranza. Parte del Pd, i ribelli del Polo Civico hanno bocciato il rinvio insieme alle opposizioni, mentre la presidente della seconda commissione Ricotta, Udc, si asteneva così come hanno fatto altri dei “Moderati”.

Nel bel mezzo del dibattito si sono registrate anche le dimissioni del consigliere Antonio Favata da vicepresidente della seconda commissione urbanistica.

Capitolo mea culpa

Ha iniziato, come detto, l’assessore Falci il quale ha ammesso che non c’è stato tempo e modo di predisporre il piano triennale delle opere pubbliche.

Ha proseguito l’assessore al bilancio, Boris Pastorello, ed anche lui ha ammesso che non vi è stato alcun coinvolgimento di nessuno e che si dovrà iniziare a lavorare per cambiare il metodo della vecchia politica.

Ha concluso l’assessore allo sviluppo economico, Massimiliano Bellomo, ricordando le conseguenze di una bocciatura del piano triennale e appellandosi al buon senso.

Assente in aula il sindaco Giovanni Ruvolo.

Alle 2,20 di notte, infine, si è votato lo stesso piano dell’anno scorso predisposto da Campisi, tutto questo a un anno e mezzo dalla “svolta”.

Commenta su Facebook