Torna in carcere Maria Rosa Di Dio, la “mantide religiosa” che nel ’92 attirò la vittima designata di un omicidio con la promessa d’amore

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Deve scontare sette anni di pena residua per omicidio aggravato e associazione di tipo mafioso. La Polizia di Stato riporta in carcere la “Mantide religiosa”. Maria Rosa Di Dio, condannata a 22 anni di reclusione per un omicidio avvenuto nel 1992, era stata scarcerata in piena emergenza Covid-19, per motivi di salute. Il delitto del 31enne Agostino Reina presunto stiddaro venne deliberato dal clan Emmanuello. La Di Dio lo avrebbe attirato con la promessa di una notte d’amore in un casolare dove l’uomo incontrò invece la morte.

Nella tarda serata di ieri, i poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza, hanno eseguito un provvedimento che dispone la carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta, che ha revocato la richiesta di ammissione provvisoria alla detenzione domiciliare, a carico della gelese Di Dio Maria Rosa, di 61 anni, denominata la “Mantide religiosa”. La stessa deve scontare una pena residua di 7 anni per i reati di omicidio aggravato in concorso, associazione mafiosa e concorso in detenzione di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso. Di Dio Maria Rosa, condannata a 22 anni di reclusione per un omicidio avvenuto nel 1992, era detenuta presso il carcere di Vigevano di Pavia e lo scorso 20 aprile, in piena emergenza Covid-19, era stata ammessa alla detenzione domiciliare, in differimento dell’esecuzione della pena, con ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Pavia, per motivi di salute. Dopo le formalità di rito, la Di Dio è stata condotta alla Casa circondariale di Messina.

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