Toccante cerimonia per l’intitolazione della caserma di Marianopoli al Carabiniere Messineo

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L'appuntato Emanuele MessineoA distanza di 40 anni esatti dalla morte del Carabiniere M.O.V.M. Emanuele MESSINEO è stata intitolata alla sua memoria la Caserma dei Carabinieri di Marianopoli, sede del locale Comando Stazione.

Alla toccante cerimonia vi hanno preso parte, oltre ai familiari dell’Eroe, il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Generale Governale, accompagnato dal Comandante Provinciale di Caltanissetta, Colonnello De Quarto, il Prefetto di Caltanissetta, Dottor Carmine Valente, il Sindaco di Marianopoli, Architetto Montagna nonché altre Autorità provinciali. Presente anche una folta rappresentanza di cittadini e di giovani studenti di Marianopoli e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

L’intitolazione è stata promossa dall’Amministrazione Comunale di Marianopoli, d’intesa con l’Arma dei Carabinieri, al fine di rimarcare la figura eroica del giovane militare morto tragicamente nell’adempimento del proprio dovere lontano dalla propria terra di origine.

Nel corso del suo intervento il Generale Governale, nel riprendere tale aspetto, ha sottolineato tra l’altro come molti militari originari della Sicilia siano stati trucidati sul territorio della penisola e viceversa altri provenienti da fuori della Sicilia abbiano perso la vita sull’Isola, come avvenne nel dopoguerra durante il periodo del banditismo. Inoltre ha rappresentato come sia vivo il ricordo del FOTO 13Carabiniere Messineo a Modena ove viene puntualmente commemorato.

Il Generale Governale nella circostanza ha consegnato alla madre del Carabiniere Medaglia d’Oro al Valore Militare Emanuele Messineo, Maria Giuseppa GIORDANO, un attestato in ricordo dell’Eroe fatto pervenire dal Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Il Sindaco Montagna dal canto suo ha evidenziato l’importanza della intitolazione della Caserma, quale atto di perenne ricordo nella storia del sacrificio del Carabiniere Messineo e la coincidenza della data del 23 settembre, giorno in cui periva alle porte di Roma il giovane Vice Brigadiere dei Carabinieri MOVM Salvo D’Acquisto.

Commovente il momento in cui la madre del Carabiniere Messineo ha scoperto la lapide con incisa la motivazione della Medaglia d’Oro concessa al proprio giovane figlio e che orgogliosamente portava appuntata al petto. Successivamente vi è stata la benedizione del Cappellano Militare Don Salvatore Falzone.

FOTO 6Il giovane Emanuele MESSINEO, incorporato presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma ed inviato per l’addestramento alla Scuola Allievi Carabinieri di Torino veniva trasferito al Comando Legione di Parma ed assegnato alla Stazione di Maranello.

La mattina del 23 settembre del 1974, il Carabiniere Emanuele MESSINEO interveniva presso un Istituto di Credito, dove era stata segnalata la presenza di due individui sospetti i quali si intrattenevano nella banca, con la scusa di dover incassare un assegno. Giunto presso l’istituto bancario, procedeva al controllo ed all’identificazione di uno dei due individui, mentre l’altro soggetto, dopo essersi allontanato, ritornava sul posto e repentinamente  estraeva una pistola. Il Militare prontamente lo affrontava nel tentativo di disarmarlo, ma veniva colpito da numerosi colpi d’arma da fuoco. Benché mortalmente ferito, tentava comunque di inseguire il malfattore ma, a causa delle ferite precedentemente riportate, riusciva solo a muovere pochi passi prima di cadere al suolo. Trasportato presso l’ospedale civile di Formigine (MO) spirava per “collasso cardio circolatorio da ferite multiple arma da fuoco al torace, all’addome e all’arto inferiore”.

Il 22 aprile 1975, il Carabiniere Emanuele Messineo veniva insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con al seguente motivazione Informato della presenza di due individui sospetti in Istituto di Credito non esitava ad intervenire da solo sul posto. Mentre procedeva all’identificazione di uno di essi – essendosi l’altro allontanato poco prima – notato che lo stesso aveva estratto repentinamente una pistola, lo affrontava con determinazione e sprezzo del pericolo, ingaggiando una violenta colluttazione nel tentativo di disarmarlo. Fatto segno a numerosi colpi d’arma da fuoco e sebbene gravemente ferito, trovava ancora la forza di inseguire il malfattore ed estrarre la pistola di ordinanza per tentare una estrema reazione prima di abbattersi esanime al suolo. Fulgido esempio di elevate virtù militari e di sublime senso del dovere spinto con serena consapevolezza fino al supremo sacrificio”.

Alla sua memoria era stata già intitolata la Caserma sede del Comando Provinciale di Modena, nonché diverse Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri, tra le quali quella di Marianopoli ed il 188° Corso Allievi CC Ausiliari.

 

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