Tir con tachimetri truccati. Calì e Lombardo respingono accuse. La dirigente Milli :"Bloccate bombe vaganti"

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I Tir della Ciam fotografati nel sito internet dell'azienda

“Abbiamo bloccato delle bombe vaganti che spesso circolano lungo le nostre strade”. Così la dirigente della Polizia Stradale di Caltanissetta, Maria Grazia Milli, ha commentato a caldo l’operazione “calamita” che ha portato in carcere il titolare della Ciam Trasporti con sede nella Zona Industriale, Angelo Calì e il suo genero, Calogero Lombardo, responsabile della logistica delle consegne effettuate in tutta europa con un parco mezzi di 70 TIR.  Di questi 4 mezzi pesanti sono stati sequestrati ieri dalla Polizia Giudiziaria. I due indagati, accusati di attentato alla sicurezza del trasporto pubblico, minacce e lesioni gravissime, hanno respinto le accuse, rispondendo alle domande del Gip durante l’interrogatorio di garanzia. Calì, in particolare, ha negato di aver mai minacciato i dipendenti, costringendoli ad applicare una calamita al cronotachigrafo analogico in modo da alterare i tempi di guida e di riposo obbligatori. L’indagine è nata da un incidente avvenuto in Francia, dove un autista marocchino della Cima Trasporti rimase paralizzato. La Polizia Giudiziaria della Stradale e la Procura di Caltanissetta hanno quindi avviato le indagini grazie alle dichiarazioni di tre dipendenti. La normativa italiana ed europea in materia di trasporti su mezzi pesanti obbliga l’autista di un Tir a non superare le 56 ore di lavoro settimanale. Nell’arco di una giornata non si può guidare per più di 4 ore e mezza. Dopo si devono rispettare almeno 45 minuti di riposto. Secondo gli inquirenti che hanno condotto l’operazione di Polizia,  gli autisti della Ciam avrebbero guidato anche per 10 ore di seguito.

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