Timpazzo, cinque sindaci si smarcano: “Sui conferimenti solidarietà di cui anche noi abbiamo beneficiato in passato”

“Il rumore sollevato da alcune forze politiche della città di Gela, nella fattispecie il PD e il M5S, cui il sindaco Lucio Greco sta tendendo la stampella, sulla questione della piattaforma di Timpazzo è alquanto gratuito, fuorviante e demagogico oltre che speculativo perché mosso da motivazioni che esulano dalle problematiche ambientali”. Inizia così la nota di cinque sindaci del Nisseno che rappresentano i rispettivi Comuni nella Srr provincia Sud e si smarcano dalle posizioni del primo cittadino di Gela (e con lui di Pd e M5S) sulla vicenda dei conferimenti nella discarica pubblica di Timpazzo. A prendere posizione sono il sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri, di Mazzarino Vincenzo Marino; Filippo Balbo di Butera, Massimiliano Conti di Niscemi e Antonio Cammarata di Piazza Armerina.

“Il Comitato Tecnico Scientifico – dicono in coro – ha escluso categoricamente eventuali danni o contaminazioni a carico dell’ambiente, ritenendo il sito idoneo ad un aumento del quantitativo di rifiuto giornaliero da conferire in discarica: non un solo chilogrammo in più rispetto ai quantitativi originariamente autorizzati. Si tratta di una mera variazione della distribuzione giornaliera dei conferimenti, per un periodo limitato, e per consentire a tutti quei comuni della Sicilia impossibilitati a conferire rifiuti nella discarica di Lentini oramai esaurita. È l’applicazione di un principio di solidarietà, di cui ne ha beneficiato anche la provincia di Caltanissetta negli anni passati, chiesto dalla Regione Siciliana a tutte le discariche pubbliche e private, che non compromette alcunché in termini di equilibrio ambientale e di utilizzo dell’impianto”.

Seguendo questo ragionamento i cinque sindaci ritengono “ovvio che le ragioni delle accuse mosse dai partiti politici di opposizione al governo regionale e dal sindaco Greco vanno cercate altrove rispetto a quelle declamate ogni giorno sulla stampa on line e su quella regionale, e non possono giustificare uno stillicidio giornaliero di notizie brutalmente inesatte, giusto per usare un eufemismo”.

“Sulla questione il presidente della SRR, dott. Filippo Balbo, sindaco di Butera, ha riconvocato una assemblea per l’8 di Luglio per una discussione di approfondimento, ma già, lo stesso Presidente, confrontatosi con il CDA e con alcuni sindaci soci della SRR, esprime profondo rammarico e disapprovazione sul metodo di disinformazione promosso dal sindaco della città di Gela, che pur essendo la città più grande dell’ambito, detiene appena un terzo delle volontà giudicante, nonché verso i partiti e i movimenti di opposizione al governo regionale che cavalcano la tigre delle suggestioni per pura propaganda elettorale. Da chi amministra le istituzioni ci si aspetterebbe un impegno comune per dare conforto ai cittadini, così come stanno facendo in CDA alcuni dei comuni soci della SRR che da un anno sono impegnati ad abbattere i costi dei conferimenti e per tenere pulito il proprio territorio raggiungendo alti valori di differenziata, di cui purtroppo Gela è fanalino di coda di tutto l’ambito. Con la propaganda degli ultimi tempi – prosegue la nota – si sta spostando l’attenzione sul problema del conferimento dell’umido poiché l’impianto di Brugazzi è insufficiente alle esigenze e a tal proposito sollecitiamo il Dipartimento Regionale ad autorizzare il trattamento dell’umido presso l’impianto di Timpazzo così da non avere l’esigenza di cercare quotidianamente ove conferire questa frazione e di abbattere ancora i costi dei conferimenti. Inoltre, così come sollevato dalle forze politiche moderate della città di Gela, ma anche dai sindaci di alcuni comuni soci, la piattaforma di Timpazzo sta entrando nel sistema dell’economia circolare dei rifiuti perché è già in itinere un percorso condiviso con multinazionali del mondo energetico per generare un impianto che utilizza alcune frazioni di rifiuti, quale la FORSU, per la produzione di Biometano ed energia. Pertanto, il sit-in dell’8 luglio appare fuori luogo oltre che una protesta che non si riesce a comprendere quali interessi voglia tutelare”.

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