Test sierologici, partita l’indagine in Sicilia. Sette Comuni del Nisseno selezionati dall’Istat

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E’ partita anche in Sicilia l’indagine sierlogica del ministero della Salute e Istat in collaborazione con le Regioni e la Croce Rossa Italiana. Tra i 120 Comuni siciliani selezionati ci sono Caltanissetta, Gela, Mazzarino, Niscemi, San Cataldo, Sommatino e Vallelunga.

Si tratta di un’indagine di siero-prevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 per capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus, anche in assenza di sintomi.

Il test verrà eseguito in tutta Italia su un campione di 150mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività e classi di età. Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei. Per ottenere risultati affidabili e utili è fondamentale che le persone selezionate per il campione aderiscano.

Le persone verranno contattate al telefono dagli operatori della Croce Rossa Italiana tramite un numero telefonico che inizia con 06.5510… per fissare un appuntamento in uno dei punti prelievo individuati dai Comitati CRI territoriali presso le sedi delle ASP, Guardie Mediche e altre sedi, per eseguire un piccolo prelievo di sangue. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile.

La Regione, tramite le Aziende Sanitarie Provinciali, comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’indagine.

In Sicilia sono 11.183 le persone selezionate dall’Istat, questo l’elenco dei 120 Comuni interessati dall’indagine:

Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Adrano, Agrigento, Alcamo, Alessandria della Rocca, Alì Terme, Augusta, Avola, Bagheria, Barcellona Pozzo di Gotto, Belpasso, Biancavilla,, Bronte, Caccamo, Calatafimi-Segesta, Caltagirone, Caltanissetta, Caltavuturo, Cammarata, Canicattì, Capaci, Capo D’Orlando, Carini, Carlentini, Caronia. Castelbuono, Castelvetrano, Catania, Comiso, Corleone, Enna, Erice, Favara, Ferla, Ficarazzi, Floridia, Francofonte, ,Furnari, Gela, Giarre, Gioiosa Marea, Gravina di Catania, Ispica, Lentini, Leon forte, Lercara Friddi, Licata, Marsala, Mascali, Mascalucia, Mazara del Vallo, Mazzarino, Mazzarrone, Messina, Milazzo, Militello in Val di Catania, Mineo, Misilmeri, Misterbianco, Mistretta, Modica, Monreale, Montagnareale, Motta Sant’Anastasia, Niscemi, Nissoria, Noto, Paceco, Pachino, Palagonia, Palermo, Palma di Montechiaro, Partanna, Partinico, Paternò, Pedara, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Piana degli Albanesi, Piazza Armerina, Porto Empedocle, Pozzallo, Racalmuto, Ragusa, Randazzo, Ravanusa, Regalbuto, Ribera, Rosolini, San Cataldo, San Giovanni Gemini, San Giovanni la Punta, San Vito Lo Capo, Santa Croce Camerina, Santa Flavia, Santa Lucia del Mela, Santa Venerina, Sant’Agata di Militello, Sant’Alfio, Sciacca, Scicli, Scillato, Siculiana, Siracusa, Sommatino, Taormina, Termini Imerese, Terrasini, Torregrotta, Trapani, Tremestieri Etneo, Tripi, Troina, Valderice, Vallelunga Pratameno, Villabate, Vittoria, Zafferana Etnea.

“Entrati a pieno nella “Fase 2” – commenta Luigi Corsaro, Presidente CRI Sicilia – è importante capire l’evoluzione della pandemia. Basta un semplice prelievo di sangue per conoscere la propria storia rispetto al virus e per scongiurare eventuali nuovi contagi tra la popolazione. Chiediamo pertanto anche alle Istituzioni Locali e ai Medici di Medicina Generale di sensibilizzare i cittadini selezionati affinché il maggior numero di persone possa aderire all’indagine di siero-prevalenza promossa dal Ministero della Salute e Istat in collaborazione con le Regioni e la Croce Rossa Italiana. Spesso – conclude Il Presidente Corsaro – si parla dell’importanza della prevenzione in ambito sanitario, ritengo che aderire al test sia il miglior modo di prevenire ulteriore diffusione della pandemia e preparare, ristabilire e migliorare le comunità riducendo il livello di vulnerabilità delle stesse”.

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