Tra terrorismo e mafia il Procuratore generale cita il film di Pif. “Gli eredi di Don Calò imperversano ancora”

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«Garantire una migliore qualità della vita alla popolazione della Sicilia attraverso il controllo di legalità». E’ per questo che il Procuratore Sergio Lari ha rivolto il proprio ringraziamento alla magistratura, al personale amministrativo e di polizia giudiziaria al termine del suo intervento per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Cerimonia aperta dal presidente della Corte d’Appello vicario, Maria Giovanna Romeo e proseguita con gli interventi di magistrati e avvocati che non hanno fatto mancare analisi taglienti e qualche polemica reciproca, oppure rivolta al governo.

IMG_4545Nota quella della Anm che ha polemicamente disertato l’inaugurazione davanti al primo presidente della Cassazione ma ha partecipato alle cerimonie distrettuali. «Per far sentire la vicinanza dell’associazione ai magistrati dei territori» ha spiegato il presidente dell’Anm nissena, Fernando Asaro che ha a sua volta replicato in modo netto al presidente dell’ordine degli avvocati, Pierluigi Zoda. Quest’ultimo aveva parlato di una protesta “dal sapore sindacale”. Il procuratore di Gela gli ha risposto che l’Anm “non vive nessuna sindrome da accerchiamento”.

Schermaglie, insomma, generate soprattutto dalle parole del presidente nazionale Davigo che aveva messo in dubbio in qualche modo l’opportunità che l’avvocatura, tramite la partecipazione nei Consigli giudiziari, possa dare valutazioni sull’operato dei magistrati. “Parole offensive”, le ha bollate Zoda.

La magistratura, ha spiegato Lari, pur in presenza di alcuni scandali e mele marce, rimane l’unico baluardo contro la corruzione in Italia.

IMG_4549«La magistratura italiana ha certamente commesso errori e si è anche resa responsabile di negligenze o disattenzioni». Per Lari si tratta di «casi percentualmente non rilevanti di patologico esercizio della giurisdizione». «Non credo si possa negare – ha detto il Procuratore Generale – che, di fronte alla cronica carenza di adeguate forme di controllo da parte degli altri Poteri dello Stato, la magistratura italiana sia stata l’unico argine al dilagare della corruzione e del malaffare».

Il PG nisseno, che ha reso operativo un protocollo per le indagini antiterrorismo tra le procure del distretto, gli uffici giudiziari e le Prefetture, ha parlato di “incubo terrorismo” per gli italiani. “I cittadini italiani sono costretti a confrontarsi con l’incubo della temibile ed incombente minaccia del terrorismo internazionale di matrice islamica”. E sulla strage dei mercatini di Natale a Berlino, Lari non nasconde preoccupazione anche per l’Italia.

IMG_4547“La circostanza che l’autore della strage sia stato detenuto presso strutture penitenziarie siciliane e sia transitato da un centro di accoglienza nisseno, per poi essere ucciso in un conflitto a fuoco con la Polizia a Milano, deve far riflettere sul fatto che una minaccia, prima o poi, potrebbe concretizzarsi anche sul territorio italiano, finora rimasto fortunatamente indenne”.

Lari, senza entrare ovviamente nei particolari si limita comunque a sottolineare che “la Procura di Caltanissetta ha segnalato la pendenza di diverse indagini per il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale (di cui all’art. 270 bis c.p.), a dimostrazione del fatto che anche su questo territorio sussiste il rischio della nascita di focolai di cellule terroristiche, verosimilmente in ragione della presenza di molti extracomunitari nei centri di accoglienza e nelle carceri”.

Durante la cerimonia sia il Csm che l’Anm hanno espresso solidarietà a magistrati, giornalisti e avvocati della Turchia per le “purghe” operate dal regime. Per il Consiglio nazionale forense, l’avvocato Giuseppe Iacona ha espresso solidarietà alla collega Barbara Spinelli prima fermata e poi espulsa dalla Turchia.

Tornando alla situazione del distretto nisseno, è stata proposta una riflessione “sul ruolo della giurisdizione in questo periodo di profonda crisi economica e sociale che, inevitabilmente, costituisce un fattore di crescita dei fenomeni di illegalità ed al contempo alimenta a dismisura la domanda di giustizia”.

Si è parlato in questi giorni di “voglia di mafia” dura a morire. E Lari chiama in causa il film di Pif, In guerra per amore che “nel rievocare l’invasione delle truppe americane in Sicilia durante la seconda guerra mondiale, ha ricostruito un episodio risalente al 20 luglio 1943, allorquando a Villalba, don Calò Vizzini, indiscusso capo di “cosa nostra”, ricevette in pompa magna gli americani che sbarcavano in Sicilia con a seguito un codazzo di paesani che inneggiavano viva la mafia, viva don Calò”.

“Per quanto don Calò Vizzini faccia ormai parte della storia della mafia, i suoi eredi ancora imperversano nelle terre collinari a nord di Caltanissetta ed in quelle costiere di Gela, nonché nella zona centrale del Distretto ed in particolare a Pietraperzia e Sommatino dove, durante il decorso anno giudiziario, si sono perfino registrati gravi attentati intimidatori nei confronti di esponenti delle amministrazioni locali e di appartenenti all’Arma dei Carabinieri”.

“Cosa nostra” rimane egemone sul territorio tra le organizzazioni criminali ed è interessata a diverse attività dell’economia legale: Dallo smaltimento dei rifiuti agli appalti, edilizia, mercati ortofrutticoli, cave e movimento terra. Secondo Lari “spesso grazie alle connivenze degli amministratori pubblici locali”. A questo si aggiunge “la preoccupante assenza di denunce spontanee da parte degli imprenditori estorti”.

Come aveva fatto lo scorso anno, Lari ha lanciato nuovamente l’allarme sui minori migranti non accompagnati spariti dalle comunità. Quest’anno sono stati 79.

Un cenno a parte il PG lo ha fatto sui reati ambientali: “Sono stati iscritti pochissimi procedimenti penali dalle Procure del Distretto. C’è da chiedersi quanto abbia inciso sulla scarsa attivazione di indagini per delitti in materia ambientale, l’assenza sul territorio delle nostre province di Forze di Polizia specializzate capaci di agire di iniziativa e con quella competenza che notoriamente è necessaria in questo campo”. Auspicando in tal senso che l’assorbimento della Forestale nei Carabinieri “possa consentire di ottenere migliori risultati in questo fondamentale settore della repressione penale in cui sono in gioco la tutela della salute dei cittadini e quella dell’ambiente in cui viviamo”.

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