Terremoto in casa Nissa, Scalia un fiume in piena. La replica di Milazzo: “Se vuole fare il presidente si faccia avanti”

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(di Vincenzo Di Maria) Mentre si aspetta la sentenza definitiva, che arriverà tra lunedì e martedì, da parte del Giudice sportivo in merito al contro ricorso presentato dal Castelbuono, per poi stabilire una volta per tutte se la Nissa andrà a disputare i play out contro il Campofranco oppure se sarà salvezza diretta. A tenere banco in queste ore sono le dichiarazioni contrastanti all’interno della dirigenza biancoscudata.

il dirigente Milazzo
il dirigente Milazzo

Nel tardo pomeriggio di ieri il dirigente Alberto Scalia (nella foto in alto) ha rotto il silenzio ribadendo ai nostri microfoni che “in tutta questa vicenda di assoluto silenzio e totale stagnazione, evidenziata in particolare nelle ultime gare, mi sento di dire che mi sono sentito lasciato solo; sino ad oggi i signori Natale Ferrante e Lirio Torregrossa, che avevano annunciato attraverso un comunicato ufficiale del 04/04/2017 dopo la gara di Troina, le proprie dimissioni, di fatto dal punto burocratico e statutario non sono state mai ratificate. Una situazione di stallo dei vertici dirigenziale assolutamente ingiustificata, che impedisce a chi volesse anche pensare minimamente di avvicinarsi alla Nissa di poterlo fare, poichè senza nessun interlocutore ovviamente tutto resta bloccato. Una totale assenza che ha portato ad oggi a tanti interrogativi a cui non so dall’interno, dare nessuna risposta. Alcuni dirigenti che sino ad oggi hanno fatto il bello ed il cattivo tempo attraverso i giornali e le tv, chiedo a loro se hanno realmente ottemperato agli impegni economici senza alcun ritardo.

Purtroppo così non è, io e gli altri soci “non nisseni” di certo abbiamo mantenuto, alla scadenza e con soldi in contanti, gli impegni presi verso i calciatori che sino ad oggi hanno onorato con grande dignità questa maglia. Scalia, che sembra un vulcano in eruzione, prosegue “tuttavia, se le cose dovessero andar male a fine stagione non saprei più cosa altro fare; ho le mani legate non riuscendo ad interloquire con gli altri soci perché non rispondono più alle mie chiamate e a quelle fatte attraverso gli amici comuni. Io fin qui ho dato il mio contributo anche economico, impegnandomi di persona a traghettare la squadra sino alla fine di questa tribolata stagione. Scalia conclude, “ribadisco che non aspiro ad alcuna carica, ma per il bene della squadra che amo e della mia città, se ci fossero uno o più soggetti interessati ad acquistare la Nissa, ovviamente parlandone con tutti gli attuali soci, potrei anche rimanere in società. Ma occorre un forte senso di responsabilità, che sino ad oggi non c’è stato da parte di alcuni attori principali. L’attuale vuoto societario, anche con la mia inesperienza ma almeno con la mia presenza, sinora è stato colmato; io sino alla fine ci sarò perché nelle cose ci metto la faccia; ma la cosa più brutta è che, in tutta questa situazione chi ci perde sono i tifosi e il futuro della Nissa che rischia di essere sempre più incerto e problematico, questo è giusto che i tifosi lo sappiano”. Io non lascio la nave che affonda come Schettino! È giusto che i sostenitori nisseni sappiano pure ,che proprio questo sabato, dalla dichiarazione fatta da Carmelo Milazzo su un quotidiano locale qualche giorno fa, ci sarebbe stata la famosa riunione societaria. Cosa si è fatto? Dove sono i soci? O forse si sono riuniti senza di me? Alle dichiarazioni di Scalia replica il dirigente Carmelo Milazzo che sostiene: “Le affermazioni di Scalia, sono prive di fondamento e rappresentano uno sfogo del tutto personale; ricordo allo stesso dirigente che ha forse rimosso volutamente, che si era convenuto, nel corso di una riunione societaria, di non ratificare le dimissioni a Ferrante e Torregrossa e di finire così la stagione in attesa di una riorganizzazione societaria. Ricordo a Scalia e a me stesso inoltre che, anche i dimissionari sono sino a prova contraria dei soci al pari mio e suo; e se lui vuole far trasparire la volontà di diventare il presidente, che lo manifesti chiaramente nelle sedi opportune e non nei giornali, chiedendo la convocazione di una assemblea del direttivo societario per consentire agli stessi di votare democraticamente sulla scelta della presidenza. Di certo posso assicurare,conclude Milazzo, che aspetteremo la chiusura della stagione sportiva, ancora aperta perché si aspetta il responso del giudice sportivo sul ricorso del Castelbuono, soltanto dopo potremmo incontrarci con tutti i soci per stabile il da farsi, e per chiudere le eventuali posizioni ancora aperte. Mi auguro di cuore che il progetto Nissa possa continuare, polemiche a parte, con noi o senza di noi.

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