Tentato omicidio. Incensurato colpisce ripetutamente una donna di cui era invaghito.

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Ieri 8 marzo, a Caltanissetta, personale della Sezione Volanti ha sottoposto a fermo, per il reato di tentato omicidio: TURCO Giuseppe nato a Caltanissetta il 29.09.1982 ed ivi residente, incensurato.
L’uomo ha aggredito una donna, colpendola con un oggetto contundente allo stato non ancora identificato, procurandole varie lesioni. Alle ore 16 giungeva in Sala Operativa, sulla linea 113, la segnalazione di una persona che era stata accoltellata in strada, in via San Giovanni.

Sul posto venivano inviati due equipaggi in servizio di controllo del territorio. I poliziotti trovavano alcune persone strette attorno ad una donna, seduta su una sedia, che piangeva e che perdeva copiosamente sangue dalla parte sinistra della testa.
La vittima, una signora di 45 anni, riferiva di essere stata ripetutamente colpita al capo ed al corpo con un oggetto che non era in grado di descrivere, ma che le era apparso luccicare, da una persona di sua conoscenza, della quale forniva le generalità. La vittima veniva immediatamente trasportata in ospedale con un’ambulanza. I sanitari le medicavano ferite da punta di arma da taglio multiple, in particolare sul capo ed al torace.

In base alle prime ricostruzioni si accertava che la donna, mentre si accingeva ad uscire dal portone di casa per andare a lavoro, si trovava dinanzi il Turco, che non proferiva parola ed appariva particolarmente pallido in viso. Appena gli veniva chiesta contezza della sua presenza in quel luogo, l’uomo passava alle vie di fatto: afferrava per un braccio la donna ed iniziava a colpirla ripetutamente, dapprima al tronco e poi al capo, con un oggetto che la vittima non riusciva ad identificare.
L’energica resistenza opposta dalla donna e la circostanza che la stessa indossasse degli indumenti molto spessi (in particolare un cappotto in lana con trama fitta), hanno impedito che l’aggressione producesse più gravi conseguenze.
L’aggressore veniva messo in fuga dalle grida della sua vittima e dall’intervento di alcuni passanti. Sulla base delle indicazioni fornite dalla persona offesa e da alcuni testimoni, i poliziotti riuscivano ad identificarlo e lo rintracciavano presso lo studio ove lavora, come programmatore.

Condotto in Questura, lo stesso negava di aver commesso i fatti contestatigli. Nel corso della perquisizione eseguita presso il suo domicilio, veniva rinvenuto un giubbotto corrispondente a quello che, in base alle dichiarazioni della vittima e di un testimone, indossava al momento dell’aggressione. La manica del giubbotto era sporca di sangue e l’indumento è stato sequestrato. Verosimilmente, prima di recarsi al lavoro, il Turco si era cambiato d’abito.
Si è accertato che lo stesso conosceva da diversi mesi la donna, che è un’amica di sua madre, e negli ultimi tempi aveva tentato, invano, di instaurare con la stessa una relazione. In considerazione dei gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico e della possibilità che venissero reiterate altre condotte aggressive, il Turco è stato sottoposto a fermo di polizia e trasferito al Carcere di via Messina, ove permarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
È assistito dall’avvocato Walter Tesauro, del foro locale.

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