Tentato omicidio del fornaio. Scarcerati i fratelli Scimonelli, in cella rimane Giannone

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giannone giuseppe cl 26-11-1980Due vengono scarcerati e sono i fratelli Michael Omar e Anthony Scimonelli, mentre il terzo, Giuseppe Giannone, cugino di questi ultimi, rimane in carcere.

Così ha deciso il Gip del Tribunale di Caltanissetta, Marcello Testaquadra, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Giannone, colui il quale giovedì mattina ha materialmente usato il coltello che ha colpito alla gola Marcello Baglivo, il fornaio 22enne finito in coma dopo la rissa, ma adesso fuori pericolo dopo un’operazione di chirurgia vascolare che gli ha salvato la vita.

Il Gip ha quindi accolto le tesi difensive dei due fratelli Scimonelli, ovvero che fossero materialmente estranei all’accoltellamento, pur ammettendo l’alterco e la rissa, con Giuseppe La Marca, cognato di Baglivo, per la restituzione di un paio di occhiali da sole.

Mentre Giannone rimane al Malaspina. La sua versione, racconta che non avrebbe usato il coltello per uccidere, ma solo per difendersi visto che nella colluttazione aveva perso gli occhiali e non si rendeva conto di quanto accadeva intorno (l’uomo ha problemi di vista). Una versione che la difesa, rappresentata dall’avvocato Dino Milazzo, probabilmente utilizzerà per chiedere che il reato venga de-rubricato  a lesioni.

E se da un lato potrebbero esserci i futili motivi ad aggravare la posizione di Giannone, visto che continua ad accreditare la versione degli occhiali da sole non restituiti, dall’altro l’indagato punta all’incapacità temporanea di intendere e di volere, avendo confessato al PM Sofia Scapellato che lo ha interrogato, di essere stato parecchio alterato in quel frangente.

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