TC Caltanissetta, ragazzi autistici ospiti del circolo. Iniziativa dell’associazione Progetto di Vita

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foto 1CALTANISSETTA – Prosegue la meritoria attività del TC Caltanissetta rivolta ai ragazzi disabili. Questa mattina, venerdì 8 luglio, è stata la volta di bimbi e ragazzi autistici che per due ore hanno familiarizzato con i quattro campi in terra rossa del prestigioso circolo tennistico, supportati dal responsabile dell’area tecnica del club, il professor Giuseppe Cobisi, oltre che dagli insegnanti Isa Palermo e Maurizio Mangione. Questa specifica iniziativa è stata voluta dall’associazione Progetto di Vita, diretta da Gaetano Terlizzi.

Per l’intera mattinata i “novelli” tennisti hanno preso dimestichezza con racchette, palline e gesti tecnici: grande entusiasmo, tanto divertimento ed anche qualche scambio avvincente con alcuni dei ragazzi che hanno mostrato una notevole predisposizione.

Già questo inverno, per oltre cinque mesi, interamente a proprie spese, il TC Caltanissetta aveva realizzato il progetto “Tennis Anch’io” dedicato ai ragazzi diversamente abili, ormai da anni fiore all’occhiello del circolo diretto dal presidente Michele Trobia: corso di apprendimento e formazione del gioco del tennis che si è rivelato un cospicuo patrimonio formativo di sport e socializzazione. Alla riuscita del progetto aveva anche collaborato l’associazione Progetto Vita che si è occupata del trasporto dei ragazzi.

foto 3Il professore Giuseppe Cobisi, stamani, al termine della mattinata di tennis, sorrisi e gioia, ha sottolineato: “Il circolo da anni collabora con le associazioni e con un progetto che coinvolge tutte le scuole del capoluogo e della provincia per aiutare i ragazzi disabili ad avvicinarsi allo sport. Tutte le attività, dal tennis al calcio, al rugby aiutano i giovani anche con disturbi di varia natura a interagire e a relazionarsi con gli altri e con il mondo che li circonda. Lo sport e le indicazioni dell’istruttore infatti aiutano i ragazzi a ridimensionare le loro mancanze psicologiche. La cosa bella è dare a questi giovanissimi la possibilità di avere le stesse opportunità dei loro coetanei”.

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