"Tassa di 50 euro per Settimana Santa". Consiglieri vogliono relazione su pesce d'aprile, ma quella tassa era incredibile

1202

Il pesce d’aprile del sindaco Giovanni Ruvolo, che annunciava una tassa di scopo di 50 euro per promuovere la Settimana Santa (notizia da noi non pubblicata perché ritenevamo il pesce d’aprile rivolto a noi giornalisti e non al pubblico e altresì perchè quel tipo di tassa non sarebbe applicabile nel nostro ordinamento), non è andata giù ad alcuni consiglieri d’opposizione che ne hanno fatto un caso politico.
“In data 1 Aprile per disposizione del Sig. Sindaco, a mezzo dell’Ufficio stampa del Comune ed a firma dell’addetto stampa, e pertanto utilizzando le attrezzature ed i canali istituzionali, veniva diffusa la notizia che il Primo cittadino, con propria determinazione aveva istituito una tassa di euro cinquanta per ogni nucleo familiare a sostegno della promozione della Settimana santa. La notizia, che aveva già avuto diffusione regionale, veniva smentita nell’ora successiva, annunziando che si era trattato di una burla, e per la precisione di un Pesce d’Aprile”. Lo scrivono sei Consiglieri dell’Opposizione (Aiello, Adornetto, Failla, Favata, Magrì e Dorato) che hanno chiesto una relazione al Segretario generale sulla regolarità e legittimità delle azioni poste in essere dal Sindaco.
I 6 Consiglieri ritengono “inopportuno, in un momento storico così delicato fornire notizie burlesche alla cittadinanza, già afflitta da problematiche di sussistenza, che per altro sono lesive dell’immagine dell’Istituzione, travisando per altro l’obiettivo proprio dell’informazione istituzionale per obiettivi di visibilità personale, e svilendo il ruolo dei professionisti della stampa locale, che hanno tratto affidamento della veridicità della notizia proprio perché diffusa dall’Ufficio stampa del Comune, diventando loro malgrado strumenti di detta imbarazzante bufala”.
“Pur prescindendo dagli evidenti elementi di inopportunità – fanno sapere i Consiglieri – non sfugge che il Sindaco abbia fatto uso degli Uffici comunali, e nello specifico dell’Ufficio stampa per avviare una propria personale iniziativa avulsa, anzi del tutto estranea agli obiettivi statutari dell’Ente e dai propri poteri e doveri, finalizzata ad accrescere il proprio consenso presso la cittadinanza”.

Commenta su Facebook