Tarsu. Stangata per esercizi pubblici. Confesercenti: "nessuna concertazione preventiva"

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Zummo e RandazzoSi è svolta stamattina la riunione convocata dal Presidente del Consiglio Comunale, Calogero Zummo, con la Confesercenti, il rappresentante dei comitati permanenti, Carmelo Bosco, il Presidente della IV Commissione, Massimiliano Turco e i Capigruppo, per discutere il regolamento sulla TARSU che dovrà andare in discussione nella seduta del Consiglio Comunale fissata per il prossimo venerdì 14 settembre.

Per  Confesercenti erano presenti il Presidente, Giovanni Lillo Randazzo, e il Direttore, Michele Giarratano, mentre i Capigruppo erano Ugo Lo Valvo (UDC), Giorgio Middione (PID) e Antonio Favata (gruppo misto).

L’iniziativa, voluta dal Presidente Zummo, è servita per portare a conoscenza delle associazioni di categoria la bozza di regolamento sulla TARSU, predisposta dall’Amministrazione attiva e l’emendamento elaborato dalla IV Commissione e, su questi, ascoltare eventuali proposte di modifica o integrazione da parte dei sindacati.

Incontro Comune ConfesercentiIl primo a prendere la parola è stato il Presidente della Confesercenti, Randazzo, che ha ringraziato per l’invito la presidenza del Consiglio Comunale, lamentando che lo stesso non è stato fatto dall’Amministrazione Campisi preliminarmente alla stesura del regolamento, ignorando così qualsiasi forma di concertazione. Randazzo ha ricordato il momento drammatico che sta attraversando tutto il tessuto imprenditoriale nisseno e la necessità di dover fare qualcosa affinché le piccole aziende, che adoggi rimangono l’ultima speranza in termini di risposta occupazionale, non vengano ulteriormente vessate da tasse oramai divenute insostenibili. “Per quanto riguarda il 40 percento riferito all’anno 2010, da parte nostra – continua Randazzo – non c’è nessuna voglia di entrare in contenzioso con l’amministrazione comunale o con l’ATO CL1, la cosa giusta da fare è pagare le bollette così per come sono state recapitate, in modo da evitare qualsiasi tipo di sanzione per i contribuenti, però, essendo certi che alcune voci riportate sono illegittime, vedi ex ECA ed ex MECA e il contributo provinciale, è giusto che l’Amministrazione trovi un modo per rimborsare tali somme i cittadini”.

Il Presidente della IV Commissione, Massimiliano Turco, ha illustrato per grandi linee l’emendamento che è stato predisposto dall’organismo consiliare e che sarà presentato nella seduta del Consiglio Comunale di giorno 14, sottolineando che l’attenzione è stata rivolta principalmente ai soggetti svantaggiati, proponendo per questi un fondo a copertura parziale o totale della TARSU, cercando di calmierare la tariffa per le piccole attività commerciali, aumentando invece quelle per gli Enti pubblici e gli ipermercati, cioè quelli che superano una superficie commerciale di 200 mq.

Confesercenti, dal canto suo, ha presentato un documento che contiene una sorta di emendamento alla delibera Tarsu con cui prevedere forti sgravi per le attività artigianali e produttive. La ratio della proposta è molto semplice. Gli artigiani e le piccole imprese, come ad esempio falegnamerie, fabbri etc… producono rifiuti speciali e/o tossici per i quali devono pagare lo smaltimento a parte, dovuto per legge in base al tipo di rifiuti speciali prodotti. Per tale motivo le superfici destinate esclusivamente alla produzione, vanno de-tassate in percentuale, poichè per quelle aree l’imprenditore pagherà lo smaltimento di rifiuti speciali e tossici, residui della produzione etc. e non per la produzione di rifiuti urbani.

Il Consigliere Favata ha espresso qualche perplessità riguardo la possibilità di apportare modifiche al regolamento, “considerando che tra soli due giorni il regolamento dovrà essere discusso in aula, mi chiedo se è mai possibile che l’Amministrazione non abbia sentito, in fase di predisposizione del documento, la necessità di confrontarsi con tutte le parti sociali e con i vari Gruppi consiliari per trovare soluzioni condivise”.

Il Presidente della Confesercenti ha ricordato che “la precedente Amministrazione aveva accantonato un fondo di 50mila euro che poteva essere utilizzato per prestiti ai privati per la realizzazione di chioschi. Considerando che questi soldi – secondo Randazzo – non sono mai stati utilizzati, perché non impiegarli per abbattere la TARSU delle attività commerciali ricadenti in centro storico, che stanno subendo un grave danno a causa dei lavori di ripavimentazione di Corso Umberto?”.

A termine della riunione la Confesercenti ha consegnato ai presenti un documento con la quale propone diverse percentuali di detassazione della TARSU a seconda delle attività commerciali. Il Presidente Zummo, dopo aver acquisito formalmente la proposta, ha garantito ai rappresentanti dell’associazione di categoria, di concerto con il Presidente della IV Commissione Turco, che verrà valutata la fattibilità economica e se questa dovesse risultare favorevole sarà proposta in Consiglio Comunale.

Ecco infine il documento presentato d aConfesercenti:

PROPOSTA CONFESERCENTI – PERCENTUALE DI DETASSAZIONE

Per le imprese la legge prevede che allo smaltimento di rifiuti speciali, tossici o nocivi provvedano

i produttori stessi e che nella determinazione della superfìcie tassabile non si tenga conto di quella

parte di essa dove, per specifiche caratteristiche o per destinazione, si formano di regola tali tipi di

rifiuti.

Ove risulti difficile determinare la superficie in cui si producono rifiuti speciali, tossici o nocivi, il

Regolamento Comunale dovrà’ prevedere la detassazione nelle percentuali sottoindicate a seconda

delle attività:

Falegnamerie 20%

Autocarrozzerie 50%

Autofficine meccaniche 50%

Autofficine di elettrauto 50%

Distributori di carburante 20%

Lavanderie 10%

Verniciatura 50%

Galvanotecnici 50%

Fonderie 50%

Laboratori fotografici, eliografie 10%

Motoriparatori, gommisti 50%

Gabinetti medici, dentistici, radiologici e laboratori odontotecnici 10%

Laboratori di analisi, farmaceutici 10%

Autoservizi. Autolavaggi, autorlmessaggi 15%

Pelletterie e zincaturifici 15%

Officine di carpenteria metallica 15%

Tipografie, stamperie, incisioni 20%

Marmisti, vetrerie 15%

Qualsiasi altra attività non prevista nell’elenco 20%

ATTENZIONE! La superficie su cui applicare le suddette percentuali di riduzione è quella dei locali adibiti ad attività produttiva o di lavorazione. Sono, pertanto, esclusi dalla detassazione i locali o le aree adibiti a uffici, magazzini, servizi , mense e qualsiasi altro locale ove pori si producono rifiuti speciali, tossici o nocivi .

Per ottenere la detassazione occorre presentare richiesta comprovata da idonea documentazione, quale:

  • contratto stipulato con la ditta incaricata della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti speciali e/o
    prodotti assimilati. A sua volta la ditta incaricata dovrà essere in possesso di regolare autorizzazione
    che, a norma di legge, l’abiliti a tale attività;
  • documentazione dalla quale risultino i quantitativi smaltiti suddivisi per qualità del rifiuto, la
    specificazione dell’attività svolta, l’articolazione tipologica del rifiuto prodotto;
  • fatture quietanzate dimostranti l’avvenuta prestazione.

La richiesta sarà riferita all’anno appena trascorso e dovrà contenere apposita dichiarazione sostitutiva di notorietà che per l’anno in corso permangono le condizioni che danno diritto alle riduzioni di cui trattasi.

La richiesta, su appositi modelli prestampati, e la documentazione allegata devono essere presentati ogni anno nel periodo 1° Gennaio – 31 Gennaio.

In caso di mancanza o ritardo nella presentazione della documentazione sopra elencata saranno applicabili le sanzioni per omessa denuncia di variazione ai sensi dell’ari. 76 del D.Lgs. 507/93

tramite avviso di accertamento

 

II Regolamento Comunale prevede, inoltre, per le imprese, le seguenti riduzioni:

  1. Riduzione dei 60% se i cassonetti sono posizionati ad una distanza superiore a 500 metri
    dall’immobile (la distanza viene calcolata tra la fine della proprietà privata e il cassonetto) –
  2. Riduzione del 30% per locali ed aree scoperte utilizzati stagionalmente come chalet, chioschi, aree
    all’aperto, parchi di divertimento –
  3. Riduzione del 30% per le attività produttive, commerciali e di servizi per le quali gli utenti
    dimostrino di aver sostenuto spese per interventi finalizzati ad ottenere una minore produzione di
    rifiuti o ad agevolarne lo smaltimento o il recupero –

Per l’ottenimento di tale riduzione occorre presentare: convenzione con la ditta che provvede allo

smaltimento, fatture quietanzate, documentazione dalla quale risulta il quantitativo e la tipologia dei

rifiuti speciali e autocertificazione che conferma, per l’anno in corso, i requisiti che hanno dato diritto alla riduzione per l’anno precedente. La suddetta documentazione deve essere presentata tra il 1 e il 31 di gennaio di ogni anno.

  1. Riduzione del 30% per locali o superfici utilizzate dai soggetti titolari dell’autorizzazione alla
    vendita, in forma itinerante, su aree pubbliche o gravate da uso pubblico e da agricoltori che
    esercitano la vendita dei loro prodotti –
  2. Riduzione del 50% per convivenze e comunità, legalmente riconosciute, finalizzate al recupero di
    handicappati, tossicodipendenti etc. –
  3. Riduzione del 50% per le attività commerciali e artigianali precluse al traffico veicolare e pedonale
    per la realizzazione di lavori pubblici che si protraggano per oltre 6 mesi –

Per ottenere le suddette riduzioni occorre presentare domanda debitamente documentata entro le scadenze per ogni caso indicate dal Regolamento. Per informazioni in merito rivolgersi all’Ufficio Tributi.

 

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