Tariffe idriche. Uno studio della Cisl: “Aumenti esorbitanti in provincia di Caltanissetta”

467

Uno studio della Cisl per la provincia di Caltanissetta rivela che la nuova articolazione tariffaria con delibera commissariale n. 27 del 15/10/2018, “penalizzerà sempre di più i cittadini con aumenti tariffari esorbitanti. Infatti, la media tariffaria in provincia di Caltanissetta è tra le più alte d’Italia”.

(riceviamo e pubblichiamo) La Cisl ha messo in evidenza l’aumento del costo del servizio dell’acqua che viene pagato dalla tariffa dei cittadini e dai finanziamenti pubblici e ha sottolineato che con la nuova gestione di Caltaqua sono cresciuti i costi.

Nella provincia di Caltanissetta si registrano le medie tariffarie più alte d’Italia attestandosi intorno a 500 euro contro una media del Paese di 376 euro.

La nuova articolazione tariffaria del servizio idrico integrato, definita dall’Ato Ambito Territoriale Ottimale e approvata dall’autorità Nazionale (ARERA), ha portato ad una nuova articolazione delle tariffe e ad un aumento del 2,5%. Questo abbinamento tra articolazione e aumento, insieme all’eliminazione di alcune fasce, penalizzerà sempre più i pensionati e il risultato sarà l’aumento del costo dell’acqua. Così ad esempio un pensionato che nel 2018 pagava 27,95 euro per un consumo trimestrale di 10metri cubi, nel 2019 andrà a pagare con lo stesso consumo 38,01euro, quindi ben 10,06 euro di differenza rispetto all’anno precedente.

Tutto questo perché la tariffa per i pensionati prevista nella precedente articolazione viene sostituita dalla tariffa domestica residente. Il cittadino non riesce più a sostenere questi costi in una provincia dove il livello di povertà relativa supera il 50% e dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto una percentuale del 17,6, secondo fonte ISTAT.

Se si considera anche il periodo di crisi che ha colpito pesantemente le attività commerciali, è palese come quest’ultime sono state vessate dall’aumento vertiginoso delle tariffe, infatti, su un consumo trimestrale di 100 metri cubi si è passati a pagare da € 392,65 per le grandi attività e da € 291,19 per le piccole attività a € 424,00 per entrambi, dunque, con un incremento rispettivamente di € 31,35 e € 132,81.

Per questi motivi, il Segretario Generale della Cisl, Emanuele Gallo, vuole ricordare ai Sindaci della provincia di Caltanissetta l’obbligo di costituire l’Autorità territoriale idrica (ATI), il soggetto che deve governare l’autorità d’ambito per il servizio idrico integrato, nei rapporti con Caltacqua ( così come stabilito dalla legge regionale n. 19/2015 dell’Autorità Territoriale idrica (ATI)). Questo soggetto deve sostituire il vecchio Ato in liquidazione, ma ad oggi sono passati ben tre anni e si continua ad essere governati dall’Ato in liquidazione.

Il piano d’ambito prevedeva l’aumento della tariffa per i primi 7 anni, dal 2007 al 2013 e dal 2014 la sua successiva graduale diminuzione. Il 2013 avrebbe dovuto rappresentare, dunque, l’anno della svolta e invece la tariffa è continuata ad aumentare.

Il dato è chiaro, più tempo si perde, più si impoveriscono le tasche dei cittadini visto che gli aumenti continueranno anche nei prossimi anni, sino ad arrivare al 2035. Ecco perché è importante avere coraggio sulla costituzione dell’ATI e la Cisl vuole lanciare un grido d’allarme a questo modo di gestione del sistema idrico integrato e fa un appello ai sindaci della provincia affinché si intervenga nel rapporto contrattuale con Caltaqua, perché l’acqua è un bene prezioso che va preservato e conservato e le Istituzioni devono ricoprire un ruolo fondamentale nella salvaguardia di tale risorsa.

Il Segretario Generale UST Cisl Emanuele Gallo

Commenta su Facebook