Tariffa rifiuti. Vaginelli: “Serve un criterio di maggiore equità sociale che tuteli anche l’ambiente”

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(Riceviamo e pubblichiamo) Il 2020 non inizia certamente sotto buoni auspici per i cittadini e le imprese di Caltanissetta, quantomeno per ciò che riguarda la gestione dei rifiuti ed il suo costo.

Con delibera del 31 dicembre la Giunta ha infatti proposto un significativo incremento della TARI, che dovrebbe crescere mediamente del 25% per ciascuna famiglia. Stando ai desiderata dell’amministrazione comunale la quota fissa della tariffa dovrebbe passare da 1,08 a 1,15 euro per metro quadrato, mentre quella variabile dovrebbe aumentare di circa sessanta euro, con importi differenti in ragione dei componenti il nucleo familiare.

Meno rilevanti sono gli incrementi tariffari previsti per le realtà artigianali, commerciali, imprenditoriali e professionali della città, che saranno comunque colpite da un aggravio del carico fiscale, in una situazione non facile per l’economia locale.

Non si tratta certamente del passo giusto con il quale avviare la “vertenza Caltanissetta” di cui ha parlato il Sindaco in occasione della conferenza stampa di fine anno, tanto più se si guarda alla qualità del servizio di pulizia urbana ed ai risultati del nuovo modello di gestione dei rifiuti.

Se le ragioni di tale scelta sono legate alla necessità di far fronte all’aumento del costo complessivo del servizio (che passerà dai circa 10 milioni ad oltre 13 milioni di euro), compito dell’amministrazione sarebbe innanzi tutto quello di spiegare perché l’incremento della percentuale di differenziazione dei rifiuti abbia determinato effetti del tutto opposti rispetto alle legittime aspettative di riduzione delle spese e del carico fiscale gravante sui cittadini.

Insomma, come è stato scritto da Leandro Jannì, l’amministrazione dovrebbe spiegare perché a Caltanissetta – diversamente da quanto accade nel resto del paese – “più differenzi, più paghi”, in una logica del tutto contraria rispetto alle politiche di tutela dell’ambiente e di valorizzazione del patrimonio naturale di cui il nostro territorio avrebbe bisogno.

Passando al merito della proposta avanzata dalla Giunta e dal Sindaco, rincresce constatare come ci si sia limitati ad un’operazione contabile, sprecando un’occasione utile per ripensare più complessivamente alla ripartizione delle tariffe, al meccanismo di esenzioni ed agevolazioni, alle misure di contrasto all’evasione di tale tassa.

Non può bastare, infatti, una semplice operazione di incremento del prelievo contributivo, né può essere sufficiente il mantenimento dello status quo proposto dalla destra. Occorrerebbe rivedere strutturalmente l’impianto della TARI, perseguendo una più equa ripartizione del carico fiscale ed un più efficacie contrasto all’inquinamento.

Poche settimane fa il Sindaco di Palermo ha lanciato una proposta coraggiosa, suggerendo di combattere l’evasione della TARI garantendo il trasporto pubblico gratuito ai cittadini in regola con il pagamento della tassa sui rifiuti. Un’idea audace e provocatoria, che consentirebbe di incentivare il puntuale adempimento dei doveri contributivi, promuovendo al contempo l’impiego di mezzi pubblici.

Nel 2019 il Comune di Milano ha introdotto un’importante riduzione della TARI (pari al 15% della parte variabile della tariffa) per i nuclei familiari composti da una sola persona ultra settantacinquenne. Si tratta di un’agevolazione che si aggiunge ad altre riduzioni tariffarie già applicate dal Comune meneghino per le famiglie numerose, per quelle mono-genitoriali e per quelle con anziani a carico.

Non mancano quindi buone pratiche da studiare, sperimentare e replicare, utilizzando la leva fiscale, per garantire maggiore equità sociale ed una migliore tutela dell’ambiente. Ciò che forse manca, quantomeno a Caltanissetta, è il coraggio necessario per cambiare le cose. Il Sindaco e la Giunta ci dimostrino, se ne sono in grado, che non è così.

Carlo Vagginelli

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