Tanti studenti nisseni per un anno all’estero. Martina: “Ho scelto l’Inghilterra per conoscere lingua e cultura”

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(di Martina Mulè) Ogni anno centinaia di ragazzi italiani decidono di “lasciare” la loro scuola e la loro famiglia per iniziare una nuova avventura: un programma Exchange high school.

Martina Mulè
Martina Mulè

Vivranno per un anno, un semestre o un trimestre in un paese straniero presso una famiglia ospitante e frequenteranno una scuola locale.

La maggior parte dei ragazzi parte per fare esperienze nuove, conoscere nuove culture, fare nuove amicizie e tornare in Italia avendo imparato più cose possibili.

I ragazzi entrano in contatto con le varie organizzazioni grazie alla scuola e/o internet (come nel mio caso); gli adolescenti faranno un colloquio e se superato saranno sommersi da tantissimi documenti da compilare che serviranno per la scuola e la host family (famiglia ospitante). Alcune associazioni prevedono un periodo definito “Orientation” in cui i ragazzi si conoscono e si preparano per trascorrere l’anno all’estero, condividendo le loro aspettative e le loro paure quali la nostalgia di casa, quella di non riuscire ad adattarsi e “last but not least” la paura di ingrassare (più comune per le ragazze).

Gli Stati Uniti d’America, spesso immaginati così come rappresentati nelle pellicole cinematografiche, sono il paese più richiesto dagli exchange students anche perché possono rappresentare il punto di partenza per il futuro mondo del lavoro; un’altra sede molto ambita è il Canada.

Dal liceo classico, linguistico e coreutico R. Settimo di Caltanissetta partiranno 5/6 ragazzi: io e Gaia partiremo per la Gran Bretagna, Paese non presente in alcune associazioni tra le quali Intercultura con la quale partirà Arianna per il Canada, Monica andrà in Irlanda con l’Inpdap e Sofia che è già partita per il Messico con il Rotary.

Ho scelto l’Inghilterra perché è un paese che mi ha sempre affascinato: voglio imparare la lingua al meglio, anche perché il British è l’inglese per eccellenza, voglio conoscere la loro cultura e imparare a cavarmela da sola, “essere indipendente”; avrò anche la possibilità di studiare materie da me scelte quali il Drama e la psicologia, che potrebbero essermi utili nella scelta dei miei futuri studi universitari. Inoltre mi ritengo fortunata anche perché nel mio caso non solo mi “immergerò” nella cultura inglese ma anche parzialmente in quella sudamericana: la mia host mom infatti è brasiliana!

Il 31 Agosto sarà il giorno della mia partenza: a dire il vero questo periodo è stato un po’ confuso, da una parte sono molto felice e impaziente di partire ma allo stesso tempo sono anche nervosa all’idea di lasciare la mia casa, ma soprattutto sono un po’ preoccupata all’idea di lasciare la mia famiglia.

Da questa esperienza mi aspetto di fare nuove amicizie, di adattarmi alla vita inglese e soprattutto di divertirmi e vivere questa esperienza al meglio: sono sicura che tutto questo mi farà maturare e che comunque sia nel bene che nel male sarà un’esperienza che ricorderò per tutta la vita.

Martina Mulè

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