Tagliate le prime utenze agli istituti superiori di Caltanissetta: riapertura delle scuole a rischio

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Rischiano di non poter riaprire lunedì mattina le scuole superiori di Caltanissetta. Al liceo “Ruggero Settimo” sono già state tagliate le utenze e la stessa cosa potrebbe avvenire per gli altri istituti della provincia. Il libero consorzio infatti non ha pagato le utenze e adesso si stanno cercando soluzioni nel più breve tempo possibile per risolvere quella che è ormai una situazione gravissima. Questa mattina il dirigente del Libero Consorzio Renato Mancuso ha incontrato i dirigenti scolastici per fronteggiare l’emergenza. Alla stessa riunione ha preso parte anche il deputato nazionale di Forza Italia Giusy Bartolozzi. Momenti di tensione tra quest’ultima e lo stesso Mancuso.

“Il problema è grave – ha detto l’onorevole Giusy Bartolozzi – da lunedì infatti i ragazzi non potranno rientrare negli istituti in tutta la provincia di Caltanissetta. E questo perché le province siciliane subiscono il cosiddetto prelievo forzoso, cioè lo Stato succhia come un vampiro le risorse della Sicilia e non dà quei soldi per provvedere non solo alla manutenzione delle strade ma anche all’edilizia scolastica, riguardo a quelle che si chiamano spese correnti. Cosa si poteva e doveva fare? Sicuramente una mobilitazione di tutti i deputati siciliani dinanzi al governo nazionale, perché rifondesse la Sicilia di quello che, ingiustamente, le viene sottratto. Io avevo presentato un ordine del giorno contro il prelievo forzoso che mette le province in dissesto, non le fa sopravvivere e ho dovuto, amaramente, constatare che tutti i deputati siciliani, nessuno escluso, fatta eccezione per quelli di Forza Italia, hanno votato contro. Mi riferisco al deputato nisseno Alessandro Pagano e all’onorevole Azzurra Cancelleri. Hanno votato contro il mio emendamento che avrebbe consentito l’impegno del governo a rifondere le province siciliane di quello che ingiustamente viene sottratto. A causa di questa situazione i ragazzi – continua la deputata di Forza Italia – non potranno entrare a scuola lunedì. Cos’altro si poteva fare? Credo che occorreva un maggiore impegno da parte di tutti e anche da parte del Libero Consorzio di Caltanissetta e del commissario Panvini. Vengo ad apprendere che solo dal 22 dicembre c’è stata una mobilitazione in questo senso. Si è attivato un tavolo con la Prefettura. L’incontro sarà domani. Si è operato troppo tardi. Non posso sentir dire che questo non era un problema preventivato. Luce e gas sono spese correnti e il commissario doveva ben sapere che queste spese a gennaio ci sarebbero state. E’ stato detto da parte del delegato del commissario, Renato Mancuso, che la loro proposta è una sottoscrizione di un accordo tra Libero Consorzio e dirigenti scolastici in base al quale questi ultimi dovrebbero assumersi la responsabilità della sottoscrizione di nuovi contratti di fornitura. Io non credo che questa sia la risposta”

A replicare il vicesegretario generale del Libero Consorzio Renato Mancuso. “In quasi tutti gli istituti superiori dell’Isola – ha spiegato Renato Mancuso – le utenze sono intestate alle scuole. E’ una situazione normale, non c’entra con l’ente obbligato al pagamento definitivo delle utenze. Evidentemente questo lo decide la legge, nello specifico dice in maniera molto chiara che la competenza dei liberi consorzi sussiste solo fino alla concorrenza delle somme disponibili. Siccome somme disponibili in questo momento non ne abbiamo la competenza non è più dei liberi consorzi. Al di là di tutto per risolvere immediatamente il problema le scuole devono intestarsi le utenze. Questo risolve subito, con 150 euro a scuola, il problema. Nei prossimi giorni intraprenderemo una serrata battaglia a livello nazionale per avere l’abolizione del prelievo forzoso, odioso e ingiustificabile, perché le province non sono state abolite, sono sempre indispensabili per la Repubblica. Noi vogliamo semplicemente che i soldi dei nostri cittadini, nel nostro caso circa 17 milioni di euro, di cui lo Stato ha preso 14 milioni di euro, restino nella provincia nissena e vengano usati per i cittadini e per i loro servizi. Noi combattiamo da 4 anni, abbiamo fatto centinaia di riunioni, abbiamo partecipato anche a tavoli nazionali. Non ci hanno ascoltati. Abbiamo detto, guardate abbiamo un tesoretto di 45 milioni di euro che ogni anno si erode. Sono passati cinque anni e alla fine questi soldi sono finiti. Adesso ci ascoltano solo perché le scuole rischiano di chiudere altrimenti non lo avrebbero fatto nemmeno questa volta”.

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