Tagli "mortali" e patrimonio immobiliare nel mirino. Ipab in agitazione contro la finanziaria

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Il mondo delle Ipab in stato di agitazione. Ad una grave e persistente crisi delle istituzioni pubbliche di beneficenza che in Sicilia impiegano oltre duemila dipendenti, tra lavoratori a tempo indeterminato e determinato che fronteggiano ritardi negli stipendi, si aggiungono le previsioni in finanziaria regionale che hanno fatto scattare l’allarme.
L’articolo 44 della finanziaria adesso al vaglio dell’Assemblea regionale siciliana, infatti, prevede un taglio costante di risorse alle Ipab, fino ad arrivare all’azzeramento nel 2020 e altresì la dismissione del patrimonio immobiliare che però è vincolato alla volontà dei benefattori che lo hanno donato. L’Assemblea regionale delle II.PP.A.B. aderenti all’ARES-IPAB Sicilia, si è riunita ad Enna, presso l’Università Kore, lo scorso 27 marzo, tornando a chiedere un disegno di Legge regionale di riordino del settore, in ritardo di 15 anni. A ciò si aggiungono ritardi atavici nei corrispettivi da parte della regione per gli anni passati e per il 2014. A rischio i servizi assistenziali per treila utenti, soprattutto anziani, bambini, indigenti e con fragilità.
L’assemblea dell’ARES Ipab Sicilia ha dunque chiesto un incontro urgente all’assessore alla famiglia e al governatore Crocetta, come spiega  il presidente, Gino Alaimo. L’articolo 44 della finanziaria regionale, in discussione all’Ars, prevede anche la dismissione del patrimonio immobiliare che, come detto, è il più delle volte vincolato. Ma lo stesso Alaimo apre alla possibilità di dismettere i cespiti patrimoniali non vincolati ma solo nell’ambito di un piano di ampio respiro  da parte della Regione, con il supporto di sindacati, Ipab, Conferenza Episcopale italiana, che possa garantire il servizio pubblico di assistenza oggi fornito dalle Ipab.

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