Sviluppo Industriale. L'Ecomostro degli sprechi tra Ravanusa e Riesi

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 Un Ecomostro costato alle casse pubbliche oltre 50 miliardi delle vecchie lire se si considerano anche le opere di urbanizzazione, oggi in degrado, come lo svincolo “Riesi Zona Industriale” chiuso per dissesto. Parliamo del Centro Direzionale della Zona Industriale di Campobello di Licata – Ravanusa, che ricade anche sul territorio di Riesi. Una struttura progettata mala, nata peggio e finita in disastro, utilizzata dalla “mala” locale come stalla per i cavalli delle corse clandestine. Questa mattina l’Assessore Regionale per le Attività Produttive e il Commissario Straordinario Asi, Alfonso Cicero, hanno sollevato il velo di Maya su questo scempio costosissimo per le casse regionali. Il Centro direzionale non è mai entrato in funzione e delle decine di imprese a cui doveva fornire servizi, ne sono rimaste si e no cinque. Tutto il resto è campagna a perdita d’occhio. Un esempio negativo di archeologia industriale  dello spreco, oppure “una vergogna”, come ha detto il Commissario Alfonso Cicero. Il sopralluogo nella Zona Industriale di Campobello-Ravanusa, è stato effettuato congiuntamente allo staff tecnico dell’Asi di Agrigento, al Vicepresidente Regionale di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, presente anche il sindaco Giovanni Picone. Quest’ultimo ha ospitato in Municipio l’incontro istituzionale con le parti sociali   nel quale si è parlato Zona Franca. La denuncia di oggi, mostrando alla stampa le spese dissennate delle precedenti gestioni dell’Asi, coincide infatti con la firma del Comune di Campobello di Licata sulla richiesta di entrare nella Zona Franca della Legalità. Il decreto del 18 maggio, infatti, comprende nella Zona Franca 5 comuni dell’agrigentino e tra essi Campobello di Licata. “Oggi l’Asi ha chiuso le porte al malaffare”, ha detto il Commissario Cicero alla stampa.

“Dopo la denuncia le imprese e i cittadini si attendono fatti positivi – gli ha fatto eco il presidente di Confindustria Agrigento, Catanzaro – e credo che si stanno crea
ndo le condizioni”. All’incontro e al successivo sopralluogo hanno partecipato i segretari di Cgil, Cisl e Uil. L’Assessore Regionale Marco Venturi ha accolto formalmente la richiesta del Comune di Campobello, ricordando che la nascita dell’Irsap “è una riforma storica poiché non saranno concesse più le vie brevi e l’arricchimento basato sulla cementificazione selvaggia”.

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