Sulla convocazione del consiglio comunale c’era il parere negativo del Segretario generale

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Stando al parere del segretario generale dell’ente, interpellato dalla presidente del consiglio comunale Leyla Montagnino, il consiglio comunale di giovedì scorso, da cui è poi scaturita la crisi politica in seno alla giunta, non si doveva neanche celebrare.

C’è agli atti un parere negativo espresso dal segretario generale dell’Ente, Rossana Manno, che è anche il notaio del consiglio comunale, in riscontro alla richiesta formulata dalla presidente del consiglio comunale Leyla Montagnino. L’ordine del giorno proposto dai consiglieri Licata, Mannella, Failla, Bruzzaniti, Talluto e Aiello, era così formulato: “Proposta al Sindaco ed alla Giunta Comunale di revoca delle Delibere di Giunta nn. 112 e 113 del settembre 2017”, da discutere in una seduta straordinaria e urgente in adunanza aperta con interventi di sindacati e ordini professionali.

Alla richiesta di parere da parte della presidenza del consiglio, datata 9 ottobre, il segretario generale risponde con una nota di riscontro due giorni dopo. “Si evidenzia che l’oggetto proposto da inserire all’ordine del giorno – scrive il segretario generale – non rientra nelle materie di competenza del consiglio comunale, che come è noto sono tassativamente fissate dall’art. 32 Legge Regionale 48/91 e dall’articolo 42 del Dlgs 267/2000”.

Non solo l’oggetto viene bocciato. Per ciò che concerne la straordinarietà della seduta, il segretario generale ricorda alla presidenza che devono ricorrere “rilevanti motivi di interesse della comunità” a norma del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Inoltre i caratteri di straordinarietà devono sussistere per convocare una seduta in adunanza aperta, unica modalità che consente l’intervento di personalità esterne al civico consesso. Il segretario, sottolineando come non vi fossero motivi d’urgenza “rilevanti e indilazionabili” rimette, come da regolamento, la valutazione ultima alla presidenza del consiglio comunale che ha infine convocato l’assise nonostante il parere negativo. 

Dal punto di vista normativo in tema di organizzazione degli uffici non è prevista la competenza del consiglio comunale di intervenire su una delibera di Giunta già efficace che riguarda una materia non ricompera nell’alveo delle funzioni di indirizzo e controllo. E’ l’articolo 4 del Testo unico del pubblico impiego, D.L. 165 del 2001 che elenca le funzioni di governo affidate alla Giunta, tra cui “la individuazione delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie da destinare alle diverse finalita’ e la loro ripartizione tra gli uffici di livello dirigenziale generale”.

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