Suicidi di commercianti, eventi tragici. Padre Alessandro: "manca progetto città del futuro".

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Comunità parrocchiale San Pio XAlla luce degli eventi tragici degli ultimi mesi e dei recenti giorni avvenuti a Caltanissetta (suicidi di commercianti ecc.) occorre realizzare una riflessione sullo stato delle cose circa la situazione economica, sociale, umana e politica della nostra città. La realtà pare per molti tratti difficile e quasi insostenibile da diversi punti di vista: le parrocchie sono assaltate da sempre più indigenti i quali non riescono a trovare oltre che un luogo sicuro dove dimorare anche la possibilità di un pasto offerto o guadagnato onestamente.

Le comunità parrocchiali si ritrovano ad essere supplenti di istituzioni che non riescono ad esprimere la propria rappresentatività e non manifestano quella vicinanza e sostegno a quanti sono in difficoltà. Tutto ciò mentre ci avviciniamo a festeggiare il natale, il ricordo della nascita del redentore per chi crede, un momento di unità di tutta la comunità per gli altri; e notiamo come ancora una volta la cittadina nissena e’ lacerata da tanti guai, da tante sfide incompiute, da diversi problemi. Nessuno al momento attuale può fornire risposte esaustive per i molteplici fattori che conducono gli uomini a lasciare tutto e a non avere più speranza.

Nessuno può da solo risollevare questa situazione così gravosa. Nessuno altresì può permettersi di strumentalizzare per tornaconto egoistico, drammi esistenziali, povertà diffuse, problematiche nate da molteplici fattori. Quello che preme affermare e’ il fatto che ognuno a partire dalle proprie specificità, ci troviamo dinanzi e immersi in una crisi sistemica che colpisce il sud Italia, la Sicilia e Caltanissetta in particolare senza che si riesca a formulare un progetto di città del futuro che possa evitare a centinaia di giovani nisseni di emigrare, a decine di commercianti di chiudere i battenti, a molti nuovi poveri di trovare un lavoro dignitoso. Siamo attori, volenti o non, coinvolti in un passaggio epocale nel quale tutto sembra cambiare per rimanere tale e quale al passato: povertà in aumento e ricchezza concentrata in poche famiglie elitarie. Come comunità parrocchiale ci sentiamo di voler esprimere il desiderio di affermare ancora una volta che la crisi può essere superata solo se insieme si ritornerà a svolgere i propri uffici in sinergia e reale volontà di cambiamento; solo se non si crederà più in falsi profeti della politica e dell’intera societa’; solo se finalmente si tenderà tutti insieme, istituzioni in primis, verso il bene comune. Per realizzerà tutto questo non abbisognano slogan di circostanza, ne’ prospettive legalitarie prive di attuazione pratica nei territori, ma un impegno comune per preoccuparsi seriamente di una città che va sfiorendo sempre di più. Come comunità radicata nella storia della nostra città vogliamo continuare a dare nel piccolo il nostro contributo nella speranza che ognuno faccia il proprio per il bene di tutti.

Don Alessandro Giambra

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