Sui rifiuti è scontro. Il Gruppo Misto chiede le dimissioni di Petrantoni dalla Commissione Trasparenza

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Riceviamo e pubblichiamo la nota firmata dai consiglieri comunali del Gruppo Misto Valeria Alaimo, Rino Bellavia, Salvatore Calafato e Antonio Favata avente ad oggetto il Bando Ponte sui rifiuti, con la quale i consiglieri del gruppo Misto replicano alle affermazioni di Caltanissetta Protagonista, riprese in calce.

“Il gruppo misto, composto dai consiglieri comunali Alaimo, Bellavia, Calafato e Favata, dopo un breve dibattito interno ha deciso di rispondere alla missiva di Caltanissetta Protagonista.

Missiva di fatto “anonima” perché non è riportato alcun nome e cognome, mostrando ciò il poco coraggio di un gruppo politico che si dice pronto a governare con “un nuovo centrodestra serio” – che non si capisce da chi sia costituito- ma che poi si nasconde dietro un logo.

Ricordiamo a Caltanissetta Protagonista ed alla cittadinanza che la politica non si fa ne con proclami, ne continui bacchettamenti da maestro di scuola degli anni sessanta ma, nella sede opportuna cioè il Consiglio comunale.

In quella sede il coraggioso consigliere comunale di Caltanissetta Protagonista avrebbe dovuto e potuto sollevare le sue obiezioni al cosiddetto “bando-ponte”, avrebbe potuto spiegare gli inciuci, le duplicazioni di impegno e quant’altro, sì da erudire il civico consesso tutto e i professionisti convenuti allo stesso.

Sempre in consiglio comunale il collega avrebbe potuto dire i nomi di chi ha interessi politici e, soprattutto, di chi e quanto nella finta opposizione esistano “favori da restituire”. Se il gruppo di Caltanissetta Protagonista ha qualcosa da dire vada in Procura e dichiari i nomi e i cognomi.

I consiglieri del gruppo misto hanno intenzione di rimanere un gruppo di opposizione, ma una opposizione costruttiva e pronta a dare il proprio contributo nell’interesse esclusivo della città.

Se per far ciò occorrerà confrontarsi, anche aspramente, con il Sindaco e la sua Giunta gli scriventi lo faranno perché la città non può attendere le beghe di chi pensa alle prossime elezioni regionali e comunali, avendo già avanzato opzioni di candidature, mentre la città muore.

<<Un nuovo modo di fare politica, quello dell’inciucio e della salvaguardia del gettone. Della restituzione del probabile favore e della collaborazione interessata>>.

Questo quanto scrivono i leaders di Caltanissetta Protagonista che, sicuramente, dimenticano con troppa facilità passaggi politici passati e altri attualissimi che sono fin troppo noti ed evidenti alla maggior parte dei cittadini.

Se essere <<ne carne ne pesce, o fritto misto>> i consiglieri del gruppo misto preferiscono essere tali ma non attori di accordi politici preventivi e finalizzati a candidature regionali o, addirittura, alla carica di futuro candidato sindaco della nostra città.

Le motivazioni che hanno mosso i componenti del gruppo misto a presenziare alla importante seduta consiliare del bando ponte sono poche e rilevanti:

  • fare esclusivamente gli interessi della nostra cittadinanza stante la necessità di garantire il servizio di nettezza urbana;
  • salvaguardare posti di lavoro aumentando, finanche, le ore di lavoro ai dipendenti della società che dovrà svolgere il servizio;
  • aumentare la raccolta differenziata imposta da un governo regionale senza eguali nella storia siciliana, con una circolare dell’ultima ora;
  • consentire ai cittadini che abitano in centro storico e nei quartieri di Santa Barbara, Santa Flavia, Sant’Anna di potere fare la raccolta differenziata porta a porta;
  • evitare aumenti di tassazione per la raccolta dei rifiuti a danno della cittadinanza.

Siamo certi che gli interessi politici e le presunte restituzioni di probabili favori siano strettamente correlati all’approvazione del “bando-ponte” o è vero il contrario? E cosa sarebbe successo in quel caso?

Ricordiamo al gruppo di Caltanissetta Protagonista che il loro unico rappresentante in consiglio comunale è stato eletto presidente della commissione VII trasparenza grazie all’inciucio con tutte le forze di opposizione, compreso il gruppo misto.

La fiducia che tale gruppo ha riposto nel rappresentante di Caltanissetta Protagonista è venuta a mancare nel momento stesso in cui questi ha sferrato, e continua a farlo, ingiustificati ed offensivi strali nei confronti di persone che lo stimano.

Ci saremmo aspettati dal Presidente della Commissione Trasparenza, che ha attentamente studiato il “bando-ponte”, nel corso delle sedute della commissione consiliare che presiede, intanto la presenza in aula, una accurata relazione sulle criticità del “bando-ponte” ed infine la richiesta circostanziata di inviare l’incartamento alla Procura della Corte dei Conti. Ed invece si è prontamente allontanato dall’aula dopo l’appello.

Quanto sopra esposto ci porta a chiedere al rappresentante di Caltanissetta Protagonista le immediate dimissioni da Presidente della Commissione Trasparenza”.

Di seguito la nota di Caltanissetta Protagonista

Caltanissetta Protagonista, facendo seguito a quanto annunciato, comunica che il consigliere comunale Toti Petrantoni e il consigliere comunale Failla hanno ieri informato con una nota ufficiale l’Urega di Caltanissetta in merito alla delibera di Consiglio Comunale di lunedì 10 ottobre scorso con la quale è stato approvata la procedura e l’impegno di spesa per la gara d’appalto di raccolta e gestione dei rifiuti urbani per un totale di mesi 18.

Tale comunicazione si rende assolutamente necessaria per verificare se tale procedura sia legittima in relazione al fatto che per lo stesso identico servizio è già in corso una gara d’appalto che prevede il servizio per sette anni. Questo e altro è stato segnalato all’Urega, al fine di comprendere anche, in tempi brevi per evitare disastrosi problemi che ne potrebbero derivare, se lo stesso bando per sette anni abbia validità in quanto emesso in data successiva a provvedimenti legislativi che ne impedivano l’inizio dell’iter.

L’argomento è di quelli delicati e pare proprio che l’Amministrazione non lo abbia affrontato con preparazione e tempi adeguati. Alla luce degli eventi e degli atti prodotti infatti non soltanto l’opposizione di centrodestra ha stigmatizzato l’operato dell’Amministrazione ma anche autorevoli esponenti dell’amministrazione pubblica regionale.

E’ intuibile e anche legittimo che la Giunta voglia dare un taglio diverso al servizio allineandosi con tutte le altre città italiane non foss’altro perché lo impone la legge, e non certo perché Ruvolo e Margherita si affannino a ripetere come un disco rotto che loro stanno cambiando e modernizzando il servizio. Loro sono soltanto palesemente incapaci e approssimativi, sono in ritardo con ogni procedura e sono anche pasticcioni. Le procedure sono state messe in atto con un ritardo inconcepibile e da irresponsabili considerando che il 31 dicembre scadrà la proroga concessa all’attuale società che gestisce il servizio.

Premesso che:

– oggi non possono invocarsi le procedure d’urgenza previste nel cosiddetto bando ponte,

– atteso che il Consiglio Comunale doveva esprimersi soltanto su aspetti di natura finanziaria (a proposito come è possibile impegnare due volte la spesa, essendo ora in presenza di due bandi di gara simili?) e non certo sul progetto,

– considerato che la procedura aperte che verosimilmente sarà attuata prevede 35 giorni di pubblicazione del bando e almeno altrettanti giorni necessari per imbastire la gara (identificazione della stazione appaltante,presentazioni offerte, nomina dei commissari esterni, insediamento, etc.),

– considerato altresì, che essendo in presenza di un importo di poco superiore ai diecimilioni di euro, è probabile che si presenteranno molte società singoli o in gruppo interessate all’appalto (e che quindi i tempi di celebrazione della gara saranno verosimilmente più lunghi rispetto a quelli che potrebbero servire per l’aggiudicazione della gara del progetto definitivo di sette anni),

c’è da chiedersi nelle more come si svolgerà il servizio.

Un caos completo!!!

Viene il dubbio che l’ostinazione e la pervicacia con la quale l’Amministrazione non abbia voluto accorciare i tempi del bando ponte, la precettazione di tutti i consiglieri di maggioranza e le manovre di convincimento “spinto” verso altri consiglieri apparentemente di opposizione, nasconda il timore che la gara dei sette anni abbia qualche vizio di legittimità.

Non si spiegherebbe altrimenti questa lunghezza esagerata e sospetta di 18 mesi. Lo vedremo nei prossimi giorni.

Quelli che ad ogni piè sospinto ci hanno parlato di legalità, di trasparenza, di cambiamento, di discontinuità, se dovessero aver maldestramente sbagliato procedure e tempi che riguardano un servizio così importante della nostra vita e della nostra città, ne traggano le conseguenze e rimettano il mandato. In caso contrario se le procedure del bando dei sette anni sono corrette, allora rispondano allora alla Corte dei Conti per giustificare le spese di un’altra gara assolutamente inutile.

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