Sui beni di Cosa Nostra sperimentare l'assegnazione provvisoria. La proposta del Presidente Balsamo

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Una due giorni per parlare di “Beni in Comune”, questo il titolo del seminario formativo, prioritariamente rivolto a dirigenti e funzionari di Palazzo del Carmine, sui temi dei beni confiscati a Cosa nostra, la gestione e l’assegnazione, normative, procedure e strumenti per la pubblica amministrazione.
Organizzato dall’assessore al Patrimonio Boris Pastorello con l’associazione “Radici nella legalità” e Libera, il seminario ha visto la partecipazione del Presidente della Corte d’Assise, nonché della Sezione misure di prevenzione, Antonio Balsamo, Daniela Buttelli dell’Agenzia nazionale di gestione dei beni confiscati alla mafia, il Consigliere della Corte d’Appello, Giovanbattista Tona e Umberto Di Maggio, coordinatore di Libera in Sicilia. A moderare i lavori Angelo Pio Cammalleri, vice presidente dell’associazione “Radici nella legalità”.
Il Presidente della sezione misure di prevenzione, Balsamo, ha fatto una panoramica sull’iter dei beni sequestrati e confiscati, ma anche sulle sperimentazioni avvenute in alcune realtà, sottolineando l’importanza del ruolo dell’amministratore giudiziario. “Un ruolo delicato” quello dell’amministratore giudiziario, poiché ha il compito “di gestire il bene in fase di indagine sul patrimonio” e in seconda battuta perchè deve operare “a garanzia di tutti i terzi”.
Ma Balsamo ha detto di più, manifestando un auspicio, ovvero che “l’amministratore giudiziario possa essere attore di processi di cambiamento sociale” .
In tal senso il magistrato ha fatto due proposte per collegare la fase dell’amministrazione con quella dell’assegnazione del bene confiscato.
Sui tanti beni sequestrati “è importante pensare a forme d’interazione tra l’Autorità Giudiziaria, l’Agenzia dei beni confiscati, i comuni e le Prefetture, per vedere rispetto ai beni sequestrati se sia possibile effettuare un’assegnazione provvisoria (una locazione o un comodato) con le dovute cautele”. Un’ipotesi che per il Presidente della sezione misure di prevenzione “ha una sua praticabilità. Si è provato a Roma con effetti positivi, consentendo a immobili e aziende di vivere”.
La seconda proposta attiene alla “pubblicità dei beni sequestrati”. Un database da realizzare facendo affidamento a strumenti e professionalità della Corte d’Appello, che consenta una mappa condivisa tra istituzioni, di tutti i beni sequestrati o confiscati in primo grado.
“La logica della legge 109 del ’96 – ha spiegato Balsamo – è quella di coinvolgere oltre alle realtà giudiziarie anche le altre Istituzioni e la società civile. C’è sicuramente un’esigenza di coordinamento tra il mondo della Giustizia e le altre istituzioni. Credo si possa studiare anche a Caltanissetta qualcosa di simile di quanto avvenuto a Roma. Una sorta di assegnazione provvisoria del bene che evita che si possa depauperare il valore economico dei beni, nell’arco di tempo che passa dal sequestro alla confisca definitiva, e trasformare una ricchezza sottratta alla criminalità in una fonte di sviluppo per il territorio”.
“Si sono studiate in altri Tribunali soluzioni – spiega ancora il magistrato – come la stipula di contratti di locazione e comodato o altre forme di assegnazione provvisoria che non pregiudichino in nessun modo l’esito del procedimento, con cui il bene viene conservato nella duplice prospettiva della confisca o della restituzione, ma che intanto riescono a valorizzare il bene, non solo per sé stesso, ma anche per il territorio in cui si trova”.
Uno degli obiettivi del seminario, ha spiegato l’assessore al patrimonio, Boris Pastorello, riguarda la rotazione dei dirigenti e dei funzionari, che si potranno così trovare preparati alla materia, evitando che le procedure possano bloccarsi.
“L’idea di organizzare il seminario è finalizzata a preparare gli uffici ad avviare le procedure necessarie per ricevere l’assegnazione di beni confiscati, che è la prima fase, o per come sta emergendo oggi, di beni alla confisca di primo grado, e soprattutto accelerare la procedure per l’assegnazione del bene confiscato da parte del comune alle associazioni per fini sociali o istituzionali”.
Il comune di Caltanissetta, infatti, ha già assegnati diversi beni confiscati a Cosa Nostra e nel futuro aziende e immobili da assegnare per finalità sociali potrebbero aumentare. Inoltre il comune potrebbe essere parte attiva nella sperimentazione auspicata dal presidente della Corte d’Assise, Balsamo: una assegnazione provvisoria, con clausole di salvaguardia in caso di dissequestro, per colmare le distanze tra fase di sequestro e confisca definitiva, indirizzando già in una fase cautelare il bene verso finalità sociale pur garantendo i terzi e il proprietario, qualora il bene venga poi dissequestrato.

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