“Studiare non dev’essere pericoloso”. In un dossier della consulta degli studenti le criticità dell’edilizia scolastica provinciale

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“A lezione con i caschi protettivi in testa e con gli ombrelli aperti verso i tetti cadenti. Così in questi giorni si presentano in classe gli studenti delle scuole secondarie di Caltanissetta. E’ una protesta simbolica, silenziosa e operosa quella che gli studenti stanno attuando per sensibilizzare le istituzioni sulle emergenze dell’edilizia scolastica. Subito dopo il suo insediamento, la Consulta ha voluto affrontare il problema interpellando tutte le rappresentanze degli istituti e verificando tutte le situazioni di rischio”.

Ad affermarlo in una nota stampa è la Consulta provinciale degli studenti che ha realizzato un corposo dossier già consegnato al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Luca Gilardi, al prefetto di Caltanissetta, Cosima Di Stani, al commissario straordinario del libero consorzio di Caltanissetta, Rosalba Panvini.

Elaborato dai 36 componenti della Consulta, il dossier spiega in 94 pagine, corredate da 126 fotografie, tutte le situazioni più critiche delle strutture di 11 istituti della provincia.

“In alcune scuole si apprestano a cedere dei soffitti, in altre i cavi elettrici sono scoperti, in altre ancora le pareti di alcune aule sono macchiate dalla muffa e dall’umidità. E poi vi è dove mancano porte o finestre, dove non funzionano gli impianti di riscaldamento, dove in diverso modo può trovarsi a rischio la salute e l’incolumità degli studenti”.

I rappresentanti della Consulta provinciale degli studenti (CPS) hanno chiesto che venga convocato con urgenza un tavolo per discutere insieme alle autorità competenti di queste situazioni e auspicano che si avvii al più presto ogni opportuna iniziativa.

“Sappiamo che già le autorità da noi sensibilizzate si stanno attivando – dicono i rappresentanti della CPS – e siamo certi che tredicimila studenti di 22 scuole della provincia non saranno abbandonati dalle istituzioni”.

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