Strigliata del Prefetto Valente. "Basta criticare cose buone, lavoratori Ipab riassunti. C'è da imparare da migranti"

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Il Prefetto di Caltanissetta, Carmine Valente, ha partecipato stamane all’Ipab Canonico Pagano di San Cataldo a un incontro con le autorità, i sindacati, i lavoratori e i migranti ospiti nell’ambito del nuovo progetto di accoglienza che ha consentito la riapertura dell’Istituto di Beneficenza, la re-immissione dei lavoratori in servizio e al contempo di liberare l’area di Pian del Lago 2 a Caltanissetta dove da mesi un centinaio di migranti viveva in condizioni igienico sanitarie “non degne di una società civile”, ha detto.

Migranti Ipab San CataldoCosì è stata celebrata quella che il Prefetto Valente definisce “una buona giornata”.

“Ho scelto di venire qui – ha detto il Prefetto nell’auditorium dell’Ipab davanti un centinaio di migranti accompagnati dai diciotto lavoratori che per la prima volta dal 2009 rientrano in servizio – perchè credo che questa operazione è andata al di là di quello che normalmente fa una Prefettura, perchè abbiamo una struttura pubblica che è l’Ipab, con un commissario straordinario (dott. Lauricella, ndr.) che però era un liquidatore. Non ci dovremmo dimenticare che era un liquidatore e che comunque doveva fare il possibile per far riprendere quota all’Ipab, cosa che in cinque anni non era riuscita. Io conosco i dipendenti, con alcuni dei quali gioco anche a tennis, e so bene in che condizioni era l’Ipab e che la stabilizzazione dei diciotto dipendenti non sarebbe mai avvenuta con le leggi oggi in vigore in Italia e in Sicilia. Quindi quel contributo straordinario annuale che le diciotto maestranze prendevano, non lo avrebbero neanche più preso. Sarebbero stati altri precari la cui dignità sarebbe stata messa sotto i piedi. Adesso i lavoratori pubblici rimarranno pubblici, perchè il contratto sarà applicato dal dottor Biondi (Pietro Biondi presidente della coop. Progetto Vita che ha preso in carico il progetto) sarà quello concordato, ovvero contratto Enti Locali e per tutti e 18 i dipendenti. Non si preoccupi nessuno. Entro questo mese saranno presi tutti all’Ipab, tutti e diciotto, quindi sono venuto qui anche per tranquillizzare tutti i dipendenti”, ha detto il Prefetto di Caltanissetta. Al suo fianco il commissario del comune di San Cataldo, Licia Messina, che peraltro è un funzionario, vice prefetto, dell’ufficio territoriale del Governo di Caltanissetta.

Lavoratori Ipab San CataldoMa il Prefetto Valente ha parlato veramente a 360 gradi e, come sempre, in modo diretto, senza peli sulla lingua, né ammiccamenti di alcun genere.

“L’altro aspetto più importante – ha detto Valente – è che si misura la libertà di una democrazia nel modo in cui sa dare accoglienza alle persone meno abbienti e più povere. Questo dobbiamo gridarlo se possibile! Laddove una società fa vivere in degrado uomini che sono perseguitati nel Paese da cui provengono. Persone di tutto riguardo che non hanno nulla da invidiare o farsi invidiare da nessun italiano, credo che devono essere rispettati come qualsiasi altro italiano”. Rivolto a chi in questi giorni ha lanciato allarmi sulla presenza degli immigrati a San Cataldo, il Prefetto è stato categorico. “Smettiamola di gridare all’untore, chissà quali mostri per le strade di San Cataldo che mettono a rischio la città? Smettiamola, non è questo essere cittadini di uno stato democratico. Mi rivolgo a quei cittadini e organizzazioni che hanno pensato che con i migranti arrivava il lupo cattivo, smettiamola! Loro hanno anche molto da insegnare a noi. Chi li conosce lo sa”.

Carmine Valente - Prefetto CaltanissettaQuindi il rappresentante del Governo ha spiegato che quella di oggi è la sua prima uscita assoluta a Caltanissetta presso una struttura che accoglie migranti. Una scelta dettata dal messaggio che intendeva portare con sé la visita all’Ipab.

“Oggi mi premeva venire all’Ipab perchè io ho bisogno di testimoniare questa operazione. E’ stata fatta con grande spirito di solidarietà da parte della Prefettura, perchè chi non conosce il centro di Pian de Lago, forse non sa come si è campato fuori dal centro in questi mesi. Baraccopoli sotto il ponte, avevano creato case di fortuna con cartoni e plastica davanti allo stadio, chiaramente dovevano sopravvivere aspettando il loro turno al Centro d’accoglienza. Ma non sarebbe arrivato facilmente visti gli sbarchi e i ritardi della commissione in media di 11 mesi. Quindi sarebbero rimasti fuori altri otto mesi almeno, se il Ministero non ci avesse consentito di creare strutture alternative di ospitalità. Quindi l’obiettivo è stato di bonificare una zona di Caltanissetta da troppo tempo sottratta alla popolazione, per un motivo che la società civile non dovrebbe contemplare. Certe volte ci pensavo di notte, non è possibile che una società possa mantenere questo stato di degrado sanitario e sociale. Adesso a Pian del Lago l’area è stata bonificata, recintata, illuminata e a breve anche la strada provinciale sarà illuminata. Quindi abbiamo dato finalmente un tetto a tutti. Certo non sappiamo gli sbarchi successivi e i loro numeri e quindi un domani potremmo avere bisogno di altre strutture, però ormai in provincia si è attivata la solidarietà. Mi è arrivata un’offerta ad esempio di altri venti posti da un’associazione”, ha concluso il Prefetto nel suo intervento davanti agli immigrati ospiti, a cui ha rinnovato un invito a rispettare le regole di convivenza civile.

L’incontro ha visto la partecipazione dello stesso presidente della cooperativa Progetto Vita, Pietro Biondi, del commissario Ipab, Lauricella, del commissario del Comune, Licia Messina, delle maestranze, dei sindacalisti della Cgil, Luisa Lunetta e Manuel Bonaffini.

A margine dell’incontro abbiamo intervistato il Prefetto Valente e ne sono uscite altre considerazioni.

Sua Eccellenza, oggi è stato raggiunto un triplo obiettivo?

“Ho voluto sottolineare quello che a qualcuno sfuggiva, gli aspetti positivi di questa operazione, con forza e forse in modo irruento. Dobbiamo smetterla di criticare anche le cose buone, dobbiamo criticare per migliorare le cose che non funzionano e questa invece è una cosa che ha funzionato, per gli operai, per i migranti, per Pian del Lago e quindi anche per la cittadinanza”.

Lei ha detto di smetterla a chi, singoli cittadini e organizzazioni, soffia oggi su un presunto malcontento per la presenza di immigrati.

“La devono smettere perchè loro sono persone come noi e in alcuni casi più civili, laureate, sono sfuggiti a una persecuzione e non devono imparare nulla da noi a livello educativo, li trattassero come gli altri italiani”.

Prefetto Valente, nel suo discorso (cit.supr.) lei ha detto addirittura di non averci dormito qualche notte, in relazione alla situazione difficilissima che si era creata a Pian del Lago 2.

“Pensavo che tenevo persone che dormivano sotto baracche e ponti, non sapevo come fare per metterli dentro, ho chiamato tutti, la Croce Rossa, i sindaci, i comuni che non mi davano strutture anzi facevano consigli comunali contro, che non volevano i migranti, Poi caso mai davano ospitalità nei propri loculi per i morti di Lampedusa, ma se noi diamo assistenza ai morti, dobbiamo prima di tutto aiutare i vivi”.

“Quindi c’è solo una cosa, che quella di oggi è una giornata buona”.

 

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