“Street food 900”. Nel cortile del ristorante va in scena il cibo di strada

4338

IMG_5080Il cortile del ristorante utilizzato per ricreare un suggestivo scenario di street food, come in una via del quartiere Capo di Palermo, una strada di Mondello, oppure, per rimanere più vicini, una panelleria di Caltanissetta.

E’ stato anche questo “Street Food 900”, viaggio nel mondo del cibo di strada IMG_5083siciliano, organizzato dal Ristorante 900 dove giovedì sera si è tenuta la presentazione del libro di Rosario Ribbene “Pani câ meusa”. L’autore si è intrattenuto con il pubblico svelando numerosi segreti dello street food siciliano, da Palermo a Catania passando per Enna e Caltanissetta. A moderare l’incontro Silvia Polizzi, coautrice della guida di ristoranti “Sicilia da gustare”. Alla fine della presentazione un aperitivo con tipico cibo da strada e un DJ set, ispirato alla tradizione musicale siciliana e l’allestimento folkloristico della migliore tradizione dei cantastorie.

IMG_5089Presente con un banchetto il Sig. Labrone, storico venditore ambulante di Panelle e lo staff di “900”, che attinge, con le creative rivisitazioni dello chef, anche al mondo dello street food. Un banchetto era dedicato all’anguria, anch’essa cibo da strada come sottolinea lo chef Andrea Romé ricordando con affetto il chioschetto della “Zia Pina” al Redentore.

“Pani câ meusa – spiega l’autore del libro – è una passeggiata alla riscoperta dei cibi siciliani, di tutte le anime del cibo di strada siciliano. Si parte da Palermo che ha la maggiore varietà, ma è anche il racconto di chi lo prepara da generazioni. Sono figli d’arte che oggi si chiamano street chef, ed è giusto perchè anche quella è un’arte”.

 

IMG_5097Rosario Ribbene spiega che il suo “è un libro dove si possono guardare scorci di una Sicilia in parte scomparsa”. “Come l’operaio degli anni ’50 che fa colazione con il panino con la milza, lo studentello figlio di famiglia che guarda con gli occhi storti lo straccione che mangia quel cibo. Un modo di raccontare la Sicilia anche grazie alla mano e alla maestria di Rodo Santoro”. Con disegni a china, il maestro fa dei ritratti onirici che non si limitano a descrivere lo street food ma spaziano nella descrizione del mondo circostante. “Il raconto del chioschetto, del poliparo, il racconto della bancarella di calìa e simenza, il marinaio che mangia lo spitino, lo sfincione. C’è un modo di raccontare, spero inedito”, conclude Ribbene.

“Penso che il nostro punto d’incontro sia la cultura perchè la street food credo sia cultura, un ripescare nel passato e mantenere vive certe tradizioni”. A parlare è Andrea Romé, lo chef diIMG_5088 900, ristorante che gestisce insieme a Emilio Averna e Carlo Gangitano. “E’ anche l’obiettivo di questo ristorante che non a caso si chiama 900. Vorremmo arrivare al futuro ripescando sempre dal passato. Ci sono appesi dei quadri che grondano storia, da Sciascia, Pirandello, Bufalino e Rosso di San Secondo, per quanto riguarda i siciliani. Abbiamo voluto dare un omaggio alla street food nissena – prosegue Romè – con il signor Labrone, uno degli storici panellari di Caltanissetta, che ancora oggi continua a fare le panelle come 60 anni fa, essiccate nella cesta di vimini, poi abbiamo fatto del polpo, che non può mancare, l’anguria e un omaggio alla musica, con il Dj Michel8 con una selezione folk siciliana ma anche altri pezzi da Basile a De Andrè”.

 

 

Commenta su Facebook