Straordinari non pagati, ufficio tributi “scoperto”. Mannella (Udc): “Denuncerò alla Corte dei Conti”

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In un momento in cui tanto si parla di finanziamenti perduti e quindi mancati introiti e mancate iniziative che il comune di Caltanissetta disperde quasi giornalmente, un ufficio cardine dell’Amministrazione Comunale, l’ufficio tributi, dallo scorso giovedì 12 maggio nelle ore pomeridiane si è rifiutato di fare le ore di straordinario previste. Ne dà notizia la consiligera dell’Udc Oriana Mannella.

la consigliera Oriana Mannella
la consigliera Oriana Mannella

“Da tempo questo ufficio e i suoi dipendenti sono trascurati e quasi isolati con postazioni dotate di sistemi informatici oramai obsoleti, con personale ridotto e sovraccaricato di lavoro a dover fare i conti con le nuove disposizioni in tema di tasse comunali (come per esempio la IUC che racchiude IMU, TASI e TARI) che richiederebbero archivi aggiornati dove i controlli incrociati, indispensabili per stanare gli evasori, dovrebbero essere gestiti con programmi moderni e con sistemi informatici veloci”. Per tutta risposta l’amministrazione non riesce a sbloccare il pagamento delle spettanze arretrate, generando la reazione fin qui silenziosa del personale dell’ufficio tributi che gli ultimi due giovedì non è rientrato al lavoro nelle ore pomeridiane. E sul mancato pagamento degli straordinari arretrati al perosnale di Palazzo del Carmine la consigliera dell’Udc, nonché presidente provinciale del partito, medita di inviare una segnalazione alla corte dei conti.

“Non oso immaginare, a fronte delle migliaia di avvisi pagamenti già inviati, cosa accadrà nei prossimi giorni con sempre minori ore disponibili per far fronte alle legittime richieste di chiarimenti da parte dei cittadini”, afferma la Mannella.

“Io personalmente fin dal marzo del 2015 mi sono occupata, con una interrogazione, del mancato riconoscimento delle spettanze arretrate ai dipendenti in vari settori del Comune: problema oramai incancrenito a cui l’Amministrazione non riesce a dare risposte. Però ho fatto anche altro – non limitandomi a denunciare il problema – ma quasi giornalmente mi sono impegnata, dopo essermi documentata, a porre domande sulla base di dati oggettivi a tutti coloro che, mi illudevo, potessero darmi risposte. Ho ottenuto pochi risultati concreti, venendo “rimbalzata” da un ufficio all’altro e diventando personalmente protagonista e testimone di una vero e proprio palleggiamento di responsabilità che, a fronte di un accordo – che vedeva il personale interessato disposto a rinunciare al 5% delle spettanze transando in cambio di un pagamento immediato – ha trovato  dirigenti, funzionari e amministratori di turno un contro l’altro armati e non disposti a trovare una soluzione che salvasse capra e cavoli ponendo ogni volta pregiudiziali che stento ancora oggi a capire”.

“Ancora una volta quindi prendo atto che si è persa una occasione per risolvere un problema senza strascichi giudiziari, dando il via ad una serie di azioni legali da parte dei dipendenti creditori che porteranno il Comune a dovere fare i conti con debiti fuori bilancio e sicuramente con un aggravio di spese (per interessi e parcelle dei propri legali e di quelli delle controparti).

“Di chi sono le colpe reali? Ognuno le addebita agli altri”.

“Per fare chiarezza – conclude – sto meditando una denuncia alla Corte dei conti, forse ultima spiaggia per fare emergere le reali responsabilità e verificare se c’è chi si limita nell’ambito del proprio incarico a portare avanti solo i “compitini facili facili”.

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