Strage di Parigi. La Rocca (polo Civico): "mia generazione valorizza le diversità"

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Il Consigliere Lorenzo La Rocca
Il Consigliere Lorenzo La Rocca

(Scritto da Lorenzo La Rocca) A soli pochi giorni dalla strage che ha colpito la Francia – e mi permetto di dire l’intera Europa – mi chiedo quanto i fatti accaduti in quelle strade siano distanti o meno dalla nostra vita quotidiana.
Vorrei sgombrare immediatamente il campo da qualsiasi forma di paragone che chiaramente risulterebbe inappropriato e fuori luogo, ma mi domando quanto la cultura dell’odio e della non accettazione della “opinione” altrui siano, comunque, fenomeni che interessano la quotidianità di una cittadina di provincia come Caltanissetta.
Le migliaia di giovani che hanno sfilato fra le strade parigine per assicurare il sostegno ai parenti delle vittime, per difendere la libertà di espressione, la democrazia nel suo significato più alto, comprendono che l’Europa oggi deve avere un ruolo per assicurare quella libertà di espressione, per assicurare quella democrazia? A mio modo di vedere la risposta non può che essere assolutamente positiva.
I giovani della mia generazione sono i “giovani Erasmus”, ragazzi cresciuti con il dna della mescolanza delle culture, ragazzi che hanno vissuto e sono “cresciuti” in Paesi diversi dal loro, ragazzi che hanno saputo (in alcuni casi anche voluto) ricostruire la loro identità altrove, disposti a mettere un po’ da parte le loro origini per contaminarle con altre, di altri luoghi.
Questi giovani, che nei giorni scorsi hanno affollato le vie parigine, sono la grande bellezza di questa generazione. Oggi sono la dimostrazione che l’ integrazione delle culture è risorsa, che l’altro va rispettato anche – e soprattutto – quando dice cose scomode. Perché dobbiamo imparare che non esiste una libertà a condizione, perché nessuno può dettarla quella condizione. La libertà va conquistata giorno dopo giorno e non può essere pesata, va pretesa ma va prima di tutto assicurata a tutti.
Quelle migliaia di persone e ragazzi che, impugnando matite, hanno occupato la città della Rivoluzione, sono la testimonianza che l’Europa e gli europei non possono e non devono avere paura del diverso, che sia esso un giornalista satirico fuori dagli schemi, un credente di qualsiasi religione o un povero ragazzo scappato dalla guerra con un barcone per i mari del Mediterraneo. Il coinvolgimento di chi pur appartenendo a religioni diverse fa del rispetto dell’altro un principio inviolabile, è un passo obbligato per l’isolamento di quelle forme di terrorismo che poco hanno a che vedere con le confessioni religiose. Fare massificazioni solo per ragioni politiche e strumentali, oggi non è più sostenibile.
Va anzi esaltata la diversità, non dimenticando come l’integrazione delle culture – nella storia – ha creato le più belle opere d’arte, le più belle città europee, permettendo oggi ad ognuno di noi di essere una delle tante mani che hanno alzato tutte quelle matite, per dimostrare che un mondo più giusto esiste, e che noi ne siamo elementi portanti.
Anche Caltanissetta sono convito sia popolata da “giovani Erasmus” ed è per questo che mi auguro che l’integrazione delle culture, la contaminazione delle radici, non siano solo temi da compiti di italiano ma possano smuovere coscienze, come le vignette tanto discusse e provocanti che Charlie Hebdo – negli anni – ci ha saputo regalare.

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