Strage di Capaci. La ferita aperta non rinnega l’impegno e non giustifica chi dimentica

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A 24 anni dalla strage di Capaci, la ferita è ancora aperta, si ha tutt’ora la sensazione che lo stato di diritto sia stato bastonato e con esso tutti noi. Ma la gravità di questa percezione, smisuratamente amplificata dalla stagione dei depistaggi, non ha comunque la forza di rinnegare l’impegno di chi ci crede, di chi oggi a Caltanissetta, come a Palermo e in tante altre piazze italiane ha manifestato e testimoniato per i diritti e contro la mafia, soprattutto studenti.

IMG_0640Lo sconforto della stagione della falsa antimafia non ha fermato l’entusiasmo degli studenti che hanno animato la piazza nissena. Studenti che ci credono indipendentemente dalla scarsa partecipazione della società civile oggi in piazza Falcone e Borsellino. Fatto questo, sottolineato dal presidente dell’Anm Fernando Asaro, che ha invece elogiato i ragazzi delle varie scuole.

“Purtroppo – ha detto Asaro – la realtà nissena è molto assente quando ci sono iniziative di questo genere, forse troppo assente. L’assenza della società che è fatta da genitori di ragazzi, da altri ragazzi di altre scuole, dall’università, l’assenza di quella borghesia che dovrebbe essere l’asse portante di una realtà. L’assenza anche del palazzo di Giustizia, ma (soprattutto, ndr.) l’assenza del cittadino” afferma il presidente dell’Associazione nazionale magistrati.

Un’assenza che non ha minimamente scalfito l’entusiasmo dei ragazzi. Di quelli che hanno piantato gli alberi alla memoria a quelli che si sono alternati sul palco proponendo reading, poesie, musiche, prendendo spunto dai pensieri e dalle parole di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per arrivare a riflessioni autonome sul fenomeno.

“La mafia è tristezza – ha detto una delle studentesse dal palco –  un mondo dove gli obiettivi sono denaro, potere e prestigio. La legalità è gioia perchè alla base di una società dove vige la lealtà degli uni verso gli altri”.

A organizzare la manifestazione l’IIS “Sen. Angelo Di Rocco” di Caltanissetta che quest’anno ha coinvolto le delegazioni di altre scuole oggi presenti, Liceo Classico Linguistico e Coreutico “R. Settimo”, I.I.S. “L. Russo”, I.I.S. “A. Manzoni – F. Juvara”, I.I.S.S. “S. Mottura”. Manifestazione patrocinata dall’Anm, dal Comune di Caltanissetta e dall’ufficio scolastico regionale.

La ferita inferta, e ancora aperta, delle stragi di mafia, come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli studenti, “è iscritta con tratti forti nella storia della Repubblica”. L’assassinio ha segnato la morte di valorosi magistrati e poliziotti  ma ha significato anche “l’avvio di una riscossa morale, l’apertura di un nuovo orizzonte di impegno grazie a ciò che si è mosso nel Paese a partire da Palermo e dalla Sicilia”, dice Mattarella. Che sfiora il tema della crisi dell’antimafia ringraziando quei giovani oggi presenti nelle piazze, ovvero “chi non si è mai scoraggiato nella battaglia contro le mafie”.

 

 

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