Strade provinciali colabrodo e danni agli automobilisti. Le precisazioni del Commissario Sirico della Provincia

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L’attenzione, con annotazioni prevalentemente critiche, che la stampa locale, anche recentemente, ha dedicato alla difficile situazione della rete viaria provinciale e al contenzioso avviato da utenti della stessa per danni ai propri veicoli, imputati allo stato di degrado delle strade, forniscono l’occasione per svolgere considerazioni di ordine più generale, di inquadramento della problematica, risalente nel tempo e riconducibile a diverse cause, non tutte adeguatamente messe a fuoco.

Allo scopo, pertanto, di fornire una corretta e, per quanto possibile, esaustiva analisi dell’attuale situazione della rete stradale provinciale, occorre partire, preliminarmente, da alcuni dati di fondamentale rilievo: la rete viaria provinciale ha un’estensione di 1.146 km., di cui circa 600 costituiscono il collegamento tra i comuni, o tra i comuni e la rete stradale principale (strade statali, scorrimento veloce, autostrada).

Detta rete è suddivisa in quattro Aree (Poli di Caltanissetta, Mussomeli, Mazzarino e Gela). Il Polo di Mussomeli, con strade che superano i 700 metri s.l.m, dai punti di vista planoaltimetrico e geologico presenta significative criticità, che hanno, da sempre, richiesto notevoli impegni finanziari all’ente; problematiche che, invece, non si riscontrano nella parte sud della provincia. Di contro, la concentrazione della popolazione nella parte centro sud evidenzia, in tale area, maggiori esigenze di mobilità.

Prima dell’entrata in vigore della legge regionale n. 9/1986, la Provincia di Caltanissetta aveva una rete viaria di circa 660 Km, successivamente le vennero trasferite ulteriori competenze riguardanti costruzione e manutenzione della rete stradale regionale, infraregionale, provinciale, intercomunale, rurale e di bonifica e delle ex trazzere. Le accresciute competenze, per i primi anni, vennero supportate da adeguate risorse finanziarie che, col passare del tempo, sono progressivamente diminuite, a fronte di esigenze finanziarie in forte crescita in conseguenza della raddoppiata estensione della rete viaria.

L’area centro-sud è attraversata da una rete viaria primaria che consente un buon livello di mobilità soprattutto attraverso la SS. 640 “Porto Empedocle-Caltanissetta”, la SS. 626 “Caltanissetta-Gela” e la SS. 190 delle Solfare. Un livello di servizio discreto è assicurato dalle statali 122, 191, 115 e 117bis.

Diversa è la situazione nella zona nord, servita solo marginalmente dalla SS. 189 “Palermo–Agrigento” e dalla SS. 121. Il cuore di tale area, costituita da metà dei comuni della provincia, di fatto non è servito in alcun modo dalla viabilità principale Anas. Negli anni, come già accennato, una parte consistente dei fondi provinciali sono stati destinati al miglioramento della viabilità nel Vallone, non riuscendo però, data l’esiguità delle risorse, a dare adeguata soluzione ai problemi di collegamento. Un rilevante effetto collaterale di tali scelte politiche è stato quello di trascurare la viabilità di altre zone con il risultato di ritrovarsi, oggi, con una rete viabile che richiede massicci interventi di manutenzione per consentire all’utenza di percorrere le strade in sicurezza.

Il Governo centrale, proprio tenendo conto della critica situazione in cui versa la viabilità delle province siciliane e calabresi, programmò con la Finanziaria 2007 congrue risorse per la riqualificazione della rete viaria secondaria. Complessivamente per la Provincia di Caltanissetta vennero previsti 87,81 milioni di euro suddivisi in tre annualità: Anno 2007 26,53 milioni; Anno 2008: 24,47 milioni; Anno 2009: 34,81 milioni. Avviati i primi lavori dell’annualità 2007, con la finanziaria 2011 vennero ritirati i fondi previsti sulle annualità 2008 e 2009 e ridotti di almeno il 30% i fondi di quella 2007. In tal modo la programmazione del 2006, che avrebbe permesso di riqualificare una parte consistente della viabilità secondaria della provincia, si è di molto ridimensionata. A questo si deve aggiungere come dal 2009 in poi i trasferimenti statali per la gestione dell’Ente si sono via via ridotti fino ad annullarsi nel 2013 e che altrettanto si può dire per quelli regionali.

In tale contesto, garantire le condizioni minime di sicurezza per la viabilità appare sempre più difficile e le pochissime risorse disponibili – frutto di economie del passato che vengono utilizzate con grande parsimonia – vengono impegnate solo per le situazioni di emergenza volte ad evitare il blocco di arterie stradali di fondamentale importanza per il collegamento dei comuni con il capoluogo o con le principali strade statali. In tale situazione, il territorio del Vallone risulta ancora più penalizzato in quanto presenta caratteristiche geologiche tali da subire velocemente gli effetti delle precipitazioni atmosferiche sui terreni che presentano scarsa consistenza e sulle strade, per lo più a mezza costa, che sono soggetti a continui cedimenti.

Gli effetti sulla circolazione stradale sono immediati e debbono indurre gli utenti a prestare la massima di attenzione alle condizioni delle strade e alla segnaletica stradale prescrittiva al fine di evitare di danni alle persone e alle autovetture.

A tal proposito, ritengo necessario un accenno alla problematica delle continue e non sempre giustificate richieste di risarcimento per gli asseriti danni sofferti dagli automobilisti. Nel corso del 2013 per risarcimento danni sono stati liquidati agli utenti complessivamente circa 30.000 euro, ma va doverosamente segnalato anche un certo malcostume che induce taluni automobilisti a richieste di risarcimento esorbitanti ovvero del tutto infondate; a tal fine ho impartito disposizioni affinchè l’Ufficio preposto verifichi con il massimo scrupolo la necessaria correlazione tra le condizioni delle arterie stradali e i danni lamentati, denunciando, ove occorra, alla competente Autorità giudiziaria eventuali abusi.

In conclusione, la difficile situazione finanziaria dell’Amministrazione provinciale non consente in alcun modo quegli interventi assolutamente necessari per ripristinare su alcune rotabili condizioni di transitabilità secondo gli ordinari standard e tuttavia, utilizzando economie per circa 1.150.000 euro, si sono potuti programmare i seguenti interventi:

110.000 euro per fornitura di segnaletica stradale per indicare condizioni di pericolo;

500.000 euro per due interventi di consolidamento stradale per altrettante frane lungo la SP. 19 Bivio Landro–Resuttano;

540.000 euro per interventi di consolidamento stradale per corpi frana lungo la S.P. 37 Serradifalco-Bosco, la S.P. 152 per la miniera di Racalmuto e la S.P. 132 Sutera-Casalicchio.

Altre economie degli anni passati (per circa 340.000 euro) sono state destinate nel 2014 a lavori di manutenzione ordinaria per garantire la transitabilità in sicurezza delle principali arterie.

Infine con gli ultimi finanziamenti del Piano Viario saranno appaltati nel 2014 i seguenti interventi: lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della S.P.n.20 Mussomeli-Sutera (1.500.000 euro); lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della S.P. n.5 Bivio Minichelli-Favarella (600.000 euro).

Inoltre, nell’ambito del Contratto d’Area di Gela sono stati approvati interventi per 1.500.000 euro sulla S.P. n. 10 Ponte Olivo-Niscemi-Valle Pileri ove, tra l’altro, è prevista la ricostruzione dei ponticelli sui torrenti Giarracco e Grilluzzo.

Qualora il rispetto dei vincoli del Patto di stabilità lo dovesse consentire, verranno realizzati altri lavori indispensabili per garantire i principali collegamenti, e più esattamente: consolidamento S.P. 46 Serradifalco-Rabbione km. 1+200 e manutenzione straordinaria per accesso discarica Serradifalco (200.000 euro); messa in sicurezza dei ponti e del tracciato della S.P. 23 Serradifalco-Mussomeli (800.000); ammodernamento e messa in sicurezza S.P. 38 Mussomeli-San Cataldo (550.000); manutenzione straordinaria strade delle Aree Caltanissetta Zone A e B, Mussomeli, Mazzarino e Gela (150.000 euro ciascuna).

firmato- Commissario della Provincia regionale di Caltanissetta, Raffaele Sirico

 

 

 

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