Stop proroga per i contratti di Cefpas, Camere di commercio, Irsap. E sui precari enti locali è scontro

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Nervi tesi nel mondo del precariato siciliano, alla fine dell’incontro dell’unità di crisi a Palazzo d’Orleans tra sindacati e governo regionale sulla vicenda dei precari degli enti locali siciliani, in tutto circa 18 mila persone. I sindacati bocciano l’ipotesi del DDL in fase di redazione da parte degli assessorati agli Enti Locali e Bilancio, anche se in realtà non lo hanno neanche letto, visto che è in fase di scrittura. Ma a non convincere i segretari Funzione Pubblica, di Cgil, Cisl e Uil è l’impostazione, frutto delle indicazioni dell’assessore al bilancio Luca Bianchi.

Il Ddl prevede la creazione di un bacino unico di precari degli enti locali, suddiviso in tre fasce. Una per la categoria A e B, l’altra per le C e D e un’ultima per gli ex Asu. Poi si farà la proroga che non sarà legata, però, alla futura stabilizzazione. Almeno al momento, a quanto pare di capire. Per poter fare la proroga dei contratti, che scadono il 31 dicembre, la Regione dovrà operare in bilancio un taglio di almeno 300 milioni di euro alle spese. Taglio che sarà trasversale a tutti gli assessorati, assicura Bianchi, che intende recuperare anche tutti i residui passivi di ogni singolo assessorato, ovvero spese iscritte nelle uscite di bilancio di previsione e non impegnate.

Intanto il Commissario dello Stato, Luigi Aronica, ha ha impugnato, per violazione degli articoli 3, 51, 97, 117, secondo comma lett. l) e terzo comma e 81, quarto comma della Costituzione, l’art.4 del disegno di legge recante  “Disposizioni finanziarie urgenti per l’anno 2013. Disposizioni varie”, approvato dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 19 novembre 2013, concernente l’interpretazione autentica dell’art.38 della legge regionale 9/2013 in materia di proroghe di contratti di lavoro a tempo determinato presso enti strumentali della Regione.

Si tratta di una mannaia sulla testa dei precari del Cefpas, degli Enti parco, delle Camere di Commercio e delle gestioni separate dei soppressi consorzi Asi presso l’Irsap, ovvero i precari degli enti regionali. Alcuni di essi, come quelli delle Camere di Commercio, entrarono nel bacino del precariato insieme ai colleghi degli enti locali e poi il loro destino si separò, quando vennero trasferiti alle Cciaa. E doveva essere un destino più roseo, in quanto le Camere di Commercio non hanno la stessa rigidità a cui sono sottoposti i comuni in termini di personale. Ma la proroga votata dall’Ars, è stata adesso impugnata. Stesso discorso per i precari delle Asi, molti dei quali nelle Asi di Enna, Agrigento e Palermo.

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