Stop all'emergenza. Il comune reperisce altre somme, operatori ecologici sospendono sciopero

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Operai sul tetto - Caltambiente rifiutiSospensione immediata dello sciopero selvaggio. Si conclude così l’ennesima emergenza rifiuti a Caltanissetta grazie all’intervento sussidiario del Comune di Caltanissetta che con il sidnaco Michele Campisi ha deciso di reperire ulteriori somme per 63 mila euro a titolo di anticipazione all’Ato, per pagare Caltambiente e quindi un’acconto sullo stipendio di novembre e la tredicesima mensilità. Somme che si aggiungono ai 390 mila euro già accreditati ieri, sempre da parte del comune capoluogo, che hanno consentito il pagamento del salario di ottobre, le tasse sul lavoro dipendente e la benzina dei mezzi da parte della società Caltambiente.

Durante il tavolo di raffreddamento con i sndacati di mercoledì, il liquidatore Elisa Ingala aveva promesso altre somme, che dovrebbero a breve aggiungersi a quelle del comune, per pagare il saldo del salario di novembre.

Ricevuta la notizia del pagamento delle mensilità di ottobre e parte di novembre oltre la tredicesima, gli operatori ecologici in sciopero da 36 ore hanno sospeso immediatamente la protesta e dovrebbero riprendere la raccolta in queste ore.

Giungono intanto novità sul futuro del servizio rifiuti dalla Regione Siciliana dove l’assessore all’energia, Nicolò Marino, ha rivelato le Nicolò Marino assessore Energia e Rifiutisue intenzioni, almeno in parte. Entro la fine dell’anno, ha detto Marino, sarà emanato un provvedimento che riporta il servizio in capo alla gestione dei comuni. Ma questo non significa che dal 1° gennaio l’Ato Ambiente cesserà le sue funzioni e la sua organizzazione. Il passaggio, dal punto di vista operativo, sarà graduale, ha spiegato l’assessore all’energia e servizi di pubblica utilità.

Un decisione, quella di Marino, che si allinea al referendum che ha bocciato la privatizzazione di tutti i servizi di pubblica utilità e quindi dei rifiuti. Quello che invece non rivela Marino è se tale provvedimento da approvare entro la fine dell’anno comporta la cancellazione della Legge n°9 del 2010, la riforma rifiuti che ha fatto nascere le Srr (ancora solo sulla carta) al posto degli Ato, variando la formula giuridica da Spa a consorzio di comuni.

In altre parole si dovrà capire se Marino intende azzerare tutto con una nova riforma che, come ha comunque anticipato, prevederà soluzioni sul fronte delle discariche (per cui la Sicilia è richiamata dalla UE e rischia una sanzione) e della differenziata (“dove siamo troppo indietro”), ha spiegato il neo assessore della giunta Crocetta.

Nel caso in cui la legge 9 dovesse essere messa in soffitta, la transizione dagli Ato ai comuni sarebbe abbastanza lenta e la proroga per gli attuali Ato, avverrebbe per circa un anno.

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