“Stop alla tampon tax, calmierare i prezzi in farmacia”. Mozione del Pd San Cataldo

Siamo nel 2022 e, ancora oggi, il ciclo è considerato un lusso. Ne è prova la tampon tax che impone l’aliquota al 10% (ma solo dopo recente intervento, prima della Legge 30 dicembre 2021, n. 234 era al 22%) su tamponi e assorbenti.

La questione della tassazione degli assorbenti non può essere letta solo dal punto di vista economico, è una battaglia culturale! Equiparando i prodotti per le mestruazioni ad altri beni che non sono di prima necessità si manda alla società un messaggio distorto. I prodotti igienici femminili sono beni essenziali la cui spesa inevitabile grava ingiustamente su chi deve usarli, cioè le donne. Un bene di prima necessità deve essere considerato come tale e pertanto essere tassato al 4%.

Molti governi nel mondo si stanno muovendo verso la riduzione o l’abolizione di questa tassa. Cosa possiamo fare a San Cataldo?

Prendendo spunto da misure avviate in altri Comuni d’Italia, i Consiglieri Comunali del Partito Democratico di San Cataldo, Francesca Cammarata e Marco Cataldo Imera, hanno protocollato una mozione per superare il fenomeno del “period poverty” (povertà̀ mestruale), ovvero il disagio e l’impossibilità – spesso per ragioni economiche – di potersi garantire un’igiene adeguata durante tutto il periodo mestruale.

La proposta del Partito Democratico mira a verificare con la Farmacia Comunale e le altre Farmacie e Parafarmacie presenti sul territorio comunale la possibilità di calmierare i prezzi dei prodotti igienico-sanitari femminili e a sollecitare le istituzioni regionali e nazionali a prendersi seriamente carico del problema.

Di seguito il testo completo della mozione:

OGGETTO: “STOP Tampon Tax. Il ciclo non è un lusso”

Premesso che in diversi Paesi dell’Unione Europea e di tutto il Mondo si discute da diverso tempo sull’entità e l’opportunità dell’imposta sui prodotti igienici femminili, la c.d. Tampon Tax. Infatti, stando al principio incontrovertibile per cui il ciclo mestruale è una funzione involontaria dell’organismo femminile, ne consegue automaticamente come necessario l’uso di beni igienici femminili;

Fatto presente che una donna, dal menarca alla menopausa, si stima che affronti una media di 460 cicli mestruali i quali comportano 3-5 giorni di mestruazioni ciascuno, prevedendo l’utilizzo di circa 5 assorbenti al giorno, otteniamo un totale di 11.500 assorbenti o tamponi. Considerato che in media una donna spende 9 euro per ogni ciclo, ciò comporta, nell’intero arco di vita, una spesa pari a 4.140 euro solo per assorbenti;

Evidenziato che in Italia è inoltre ignorato il fenomeno “period poverty” (povertà mestruale), ovvero il disagio (anche per ragioni economiche) di potersi garantire un’igiene adeguata durante tutto il periodo mestruale attraverso appositi dispositivi sanitari e in luoghi idonei, fenomeno che, in altri contesti, è stato approfondito così come emerge da una ricerca condotta in Inghilterra da “Plan International UK”: su un campione di mille ragazze il 15% delle intervistate non riusciva ad acquistare assorbenti, mentre il 14% li chiede alle amiche perché troppo cari;

Considerato che in Italia sono in vigore tre aliquote Iva: 4 % (aliquota minima, applicata alle vendite di generi di prima necessità; 10% (aliquota ridotta, applicata a determinati prodotti alimentari, a particolari operazioni di recupero edilizio ed ai servizi turistici): 22% (aliquota ordinaria, per tutto il resto). In Italia i prodotti sanitari per il ciclo mestruale, nonostante costituiscano un bene primario, erano sottoposti, fino al recente intervento della l.234/2021, all’Iva del 22%, cioè l’aliquota massima contemplata dal sistema fiscale italiano, equiparandoli così a beni di lusso;

Richiamata la direttiva 2006/12/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto che stabilisce per gli Stati membri la possibilità di applicare una o due aliquote ridotte a “prodotti farmaceutici normalmente utilizzati per cure mediche, per la prevenzione delle malattie e per trattamenti medici e veterinari, inclusi i prodotti utilizzati per fini di contraccezione e di protezione dell’igiene femminile”;

Evidenziato che in Europa numerosi Paesi hanno affrontato positivamente il tema: in Francia, ad esempio, la tampon tax è stata ridotta dal 20% al 5,5%, in Belgio è passata dal 21% al 6%, nei Paesi Bassi è al 6%, in Spagna è stato previsto di abbassare l’IVA per assorbenti interni, esterni e coppette mestruali dal 10% al 4%, in Germania è stata abbattuta dal 19% al 7%, in Irlanda non viene applicata Iva su questi beni, nel Regno Unito, in aggiunta, si distribuiscno gratuitamente i prodotti sanitari femminili alle studentesse in contrasto alla “period poverty”. Anche in Canada è stata definitivamente abolita la tassazione, seguita dallo stato di New York e l’Australia;

Fatto presente che in Italia oltre 250mila cittadine e cittadini hanno firmato appelli per chiedere al Governo e al Parlamento di abolire o quantomeno ridurre la “tampon tax” e che in diversi Comuni italiani (Firenze, Milano, Torino, Faenza, Campobasso, Nichelino, Carpi, ecc.) le farmacie comunali hanno ridotto ovvero abolito l’IVA sugli assorbenti;

Ritenuto che la riduzione dell’IVA dal 22% al 10% attuata con la Legge 30 dicembre 2021, n. 234 sia solo una prima conquista, importante ma non sufficiente per ridurre le disuguaglianze e intervenire direttamente sul sistema e ritenuto quindi necessario, per i motivi su riportati, che anche il nostro Paese riconosca come beni primari i prodotti igieni femminili affrontando le problematiche legate al “period poverty” e riconoscendo le agevolazioni fiscali;

SI INVITANO IL SINDACO E LA GIUNTA

A verificare con la Farmacia Comunale la possibilità di applicare prezzi particolarmente contenuti e promozionali sui prodotti sanitari e igienici femminili (quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali);

Ad attuare ogni altra eventuale iniziativa per migliorare la disponibilità e l’educazione all’uso di questi prodotti da parte delle donne ed in particolare delle fasce più svantaggiate;

A promuovere la stipulazione di una convenzione con le Farmacie e Parafarmacie presenti sul territorio comunale al fine di perseguire gli obiettivi sopra riportati;

A sollecitare il Governo ed il Parlamento a prevedere un’immediata riduzione dell’aliquota, attualmente al 10%, per i prodotti igienico-sanitari femminili, per arrivare poi alla totale detassazione dei beni essenziali alla salute ed all’igiene femminile;

A richiedere alla Regione Sicilia di affrontare ed approfondire il fenomeno della “povertà mestruale”, anche, eventualmente, attraverso uno studio qualitativo delle fasce economicamente a rischio, e prevedere un piano di agevolazioni economiche per l’acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili per le fasce più deboli.

San Cataldo, 5 Gennaio 2022

I Consiglieri Comunali

del Gruppo “Partito Democratico”

Francesca Cammarata

Marco Cataldo Imera

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