Stop al consumo del suolo e certificato verde per le nuove volumetrie. Il piano urbanistico punta a ricucire la città

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Stop al consumo del suolo e nuove volumetrie strettamente connesse ad azioni di recupero ambientale e rigenerazione urbana. Sono questi i capisaldi delle linee guida del Pug – Piano urbanistico generale -, il nuovo piano regolatore di Caltanissetta presentato stamane in conferenza stampa dal sindaco, Roberto Gambino.

Dopo circa 15 anni la città di Caltanissetta si appresta ad avere un nuovo strumento normativo del territorio: il Piano urbanistico generale approvato dalla giunta comunale nelle sue linee guida andrà ora al vaglio del consiglio comunale. Il primo cittadino ne ha tracciato i contenuti in una conferenza stampa online insieme al dirigente della ripartizione urbanistica Giuseppe Dell’Utri, all’assessore ai lavori pubblici Marcello Frangiamone e al presidente della commissione urbanistica del comune, il consigliere Fabrizio Di Dio. Presente in video collegamento il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giampiero Trizzino. Il Pug sostituisce il vecchio Prg così come disposto dalla legge urbanistica della Regione Siciliana pubblicata a fine agosto in gazzetta ufficiale. Una legge frutto del lavoro della commissione ambiente e territorio dell’Ars di cui Trizzino è componente dopo esserne stato presidente nella precedente legislatura quando Gambino lo coadiuvò come consulente tecnico per la redazione dell’articolato.

Il nuovo piano tiene conto delle linee guida approvate dalla giunta Campisi e dalla giunta Ruvolo oltreché del programma del Movimento 5 Stelle. “Il programma aveva una linea centrale in tema di governo del territorio in termini di blocco del consumo del suolo, certificato verde e perequazione. Tutte tematiche che sono disciplinate nella legge regionale – ha spiegato Gambino -. Il Comune nell’esercitare la propria funzione di governo del territorio parte dalla nuova norma che è vigente ed esecutiva anche se ci sono alcune parti impugnate che non inficiano l’aspetto della pianificazione locale”.

Vecchi manufatti, edifici costruiti con materiali inquinanti o capannoni con amianto potranno avere una nuova vita con il certificato verde. Si tratta di una delle principali innovazioni della norma regionale che trova applicazione per la prima volta a Caltanissetta, ha sottolineato il deputato regionale all’Ars.

Attraverso il meccanismo della perequazione i possessori di queste aree ed edifici potranno abbatterli ripristinando lo stato naturale dei luoghi prima di cederli al Comune che ne farà zone destinate a servizi o verde pubblico. In cambio otterranno una volumetria in altre aree della città con premialità per chi ristruttura in centro storico. “Tutta l’edilizia dequalificata e inquinata potrà essere demolita e ricostruita da un’altra parte. Per rigenerare la nostra città vogliamo valorizzare il centro storico con una premialità a chi recupera almeno il 10 percento delle volumetrie nel centro storico”. Per Gambino in questo modo si dovrebbero anche abbattere i costi per gli espropri visto che sarebbero i proprietari a cedere le aree. Si punta così ad investimenti mirati. Il sindaco ha più volte ricordato come a Caltanissetta vi siano alloggi per 200 mila persone ma gli abitanti sono rimasti pressoché sempre 60 mila.

“Ci raccordiamo anche alle indicazioni dell’Enciclica Laudato sì di Papa Francesco che incide in tutti gli ambiti della vita umana ma anche sulla tutela del territorio”, ha detto il sindaco. “Cambiamo il regime dei suoli, non più un regime vincolistico, non ci sono più aree d’espansione. Non c’è più la pianificazione delle speculazioni ma il blocco del consumo del suolo, punto fondamentale del Piano. Significa costruzione zero che si unisce alla perequazione territoriale. Fino ad oggi con il regime vincolistico se c’era un’area edificabile e accanto una destinata a servizi, quest’ultima si espropriava mentre il proprietario di quella edificabile poteva lucrare”.

La Giunta ha approvato le direttive mentre la competenza ad adottare e approvare il piano urbanistico è del Consiglio Comunale. Ora inizia una procedura di adozione del piano in via preliminare da parte del civico consesso al termine della quale le misure di salvaguardia saranno già operative. Dopo verrà istituita una conferenza di pianificazione che in tempi comunque certi è chiamata a concludere un accordo di pianificazione sullo strumento urbanistico prima che esso ritorni in consiglio comunale per la definitiva approvazione. Un percorso che dovrebbe concludersi in due anni.

“Le linee guida adottate – ha aggiunto l’assessore ai lavori pubblici Frangiamone – sono qualcosa di rivoluzionario rispetto al passato. C’è una particolare attenzione per la tutela dell’ambiente e del territorio con il certificato verde ma anche per le fasce deboli della popolazione. Un punto centrale è il recupero degli spazi sociali”.

Per il dirigente della ripartizione urbanistica, Giuseppe Dell’Utri, “le linee guida sono una presa di coscienza del momento particolare che stiamo vivendo affinché la città abbia al più presto possibile il suo strumento di pianificazione. Abbiamo un’ottima base di partenza avendo recepito le linee guida precedenti e condensando gli scambi con la città. Conosciamo il territorio perché siamo tra i pochi comuni di Sicilia ad avere informatizzato i sistemi informativi territoriali. Sappiamo quali sono i piani di lottizzazione e le volumetrie realizzate e da realizzare. E’ un momento di cucitura perché il nostro tessuto urbano è lacerato, monco in alcune parti e alcune opere di urbanizzazione sono incomplete mentre sappiamo che la viabilità porta linfa a tutto il corpo urbano. Ci stiamo quindi dedicando a tutti gli elementi di cucitura. Per arrivare ad una visione diversa di città che sia vissuta, soprattutto all’aperto”.

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