Stop a consorzio universitario e partecipate in bilico. Piano di lacrime e sangue per la Provincia

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Consiglio Comunale CL panoramicaE’ una crisi grave quella in cui versano le casse dlela provincia regionale di Caltanissetta. Oltre al piano di contenimento della spesa, varato nei giorni scorsi, che da lo stop a straordinari, buoni pasto, indennità aggiuntive e tanto altro, la provincia quasi certamente non potrà più mantenere gli impegni e quindi i trasferimenti al consorzio universitario nisseno di cui è socio. La Provincia potrebbe pure tagliare i contratti con le società partecipate, da cui dipendono i servizi e soprattutto centinaia di lavoratori.

“La situazione finanziaria della provincia ha assunto dimensioni di vero e proprio gravissimo deficit. Nel 2011 avevamo entrate per 19 milioni euro. Nel 2013 abbiamo sullo stesso capitolo 2 milioni e 935 mila euro. Questo scarto non è recuperabile con misure ordinarie o straordinarie che incidono sulla spesa dell’ente. E’ un deficit non recuperabile”.

Lo ha detto il commissario straordinario della provincia di Caltanissetta, Raffaele Sirico, chiamato a intervenire al consiglio comunale straordinario che si è occupato stamane di soppressione della provincia, crisi finanziaria dell’ente e annesse problematiche.

“Abbiamo disposto alcuni tributi che spettano alla provincia, Ipt e Rca. Ma non basta. Abbiamo cercato una strategia con i parlamentari che consentisse alla provincia di ricevere dalla Regione il necessario corredo finanziario almeno per chiudere il bilancio. Il percorso è di chiedere un’integrazione dei fondi regionali per avviare un percorso di razionalizzazione della spesa, ma la regione non potrà comunque soddisfare le esigenze dell’ente”, spiega Sirico, perchè non può sostituirsi allo Stato che ha operato a sua volta tagli.

Raffaele sirico“Il piano di contenimento della spesa lo dobbiamo affrontare”, spiega Sirico e si tratta di un piano lacrime e sangue per i dipendenti, le società partecipate e il consorzio universitario. Ma il piano serve per evitare “che i dipendenti siano posti in mobilità o non ricevano lo stipendio”.

Salario accessorio, indennità di risultato, buoni pasto, sono solo alcune delle privaizoni a cui dovranno sottoporsi i dipendenti della provincia. Un solo rientro a settimana e nessuno straordinario.

“Ma se il divario rimarrà questo, dobbiamo prendere in considerazione di incidere sui rapporti contrattuali con le società partecipate della provincia. Cercherò in tutti i modi di evitare questo scenario ma non si può escludere”, afferma Sirico.

Il commissario conclude: “Ho informato il consorzio universitario che la provincia non potrà assolvere a tutti i suoi impegni”.

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