Stalking, MCL: "condannato persecutore grazie a coraggio vittima. Processo non facile"

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Si è concluso a Caltanissetta il processo che ha visto imputato LV.D. imputato di stalking in danno di S.C.
Il Tribunale Penale di Caltanissetta ha condannato l’imputato alla pena di 1 anno e 4 mesi, oltre il risarcimento dei danni alla vittima e il rimborso delle spese di lite.
 

L'avvocato Serena Caracausi del MCL
L’avvocato Serena Caracausi del MCL

La giovane donna vittima di Stalking è stata assistita dall’Avv. Pietro Milano e seguita dall’Avv. Serena Caracausi dello Sportello Antiviolenza MCL “Movimento Cristiano Lavoratori” di Caltanissetta.
Il reato di Stalking (dal termine inglese “to stalk” = fare la posta, braccare la preda) è previsto dall’art. 612 bis del codice penale, con esso si intendono tutte le condotte persecutorie (es.: comportamenti invadenti, di intromissione, con pretesa di controllo, minacciando costantemente la vittima con telefonate, messaggi, appostamenti, ossessivi pedinamenti) verso una persona e che interferiscono nella vita privata della stessa.
“Il processo non è stato semplice – commenta l’Avv. Serena Caracausi, legale del Centro Antiviolenza MCL – la sentenza è il frutto del coraggio e della determinazione che ha avuto la vittima e dimostra comunque che rivolgersi alle competenti Autorità e alle competenti strutture di assistenza è la scelta giusta.
Per vincere queste forme di violenza sistematiche occorrono interventi decisi e immediati.
Questo è tra gli obiettivi che l’MCL intende perseguire e, come sottolinea l’avv. Caracausi, la presenza sul territorio di Caltanissetta conferma la volontà e disponibilità di assistere e tutelare le donne e i minori vittime di violenza che ci chiedono aiuto.
Queste sentenze dimostrano che le vittime non sono sole e si può uscire dalla violenza.
Il centro Antiviolenza “Movimento Cristiano Lavoratori” si pone al loro fianco accompagnandole e supportandole con un servizio specialistico che offre massima riservatezza, serietà e professionalità, in un percorso senza dubbio difficile, lento, complesso.
Sentenze come questa non cancellano le ferite subite dalle vittime, ma rappresentano comunque un risultato importante e, soprattutto, un esempio di coraggio e di fiducia per tutte quelle donne, che, a differenza della protagonista di questo caso, vivono nel silenzio e nella solitudine l’esperienza drammatica della violenza”.
“Non esultiamo per una condanna – commentano dal centro – ma, come equipe “MCL”, siamo soddisfatti perché è stata fatta giustizia per una giovane impaurita e distrutta dalla persecuzione e dal terrore e nutriamo anche la speranza che il condannato affronti l’inizio di un percorso di pentimento e riabilitazione.
Ogni donna che abbia subìto o stia subendo violenza, qualunque sia la forma in cui essa viene attuata può rivolgersi al nostro Centro “Movimento Cristiano Lavoratori”: telefonando al cell. 3289491142”.

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