Ss640. Con l’affidamento al Consorzio Italia si riapre il cantiere dall’A19 al capoluogo

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Sabato 21 dicembre (e non mercoledì come in precedenza comunicato) al Comune di Caltanissetta la Cmc di Ravenna e il Consorzio Italia firmeranno il primo affidamento “ponte” per il prosieguo dei lavori sulla Ss640. “In questo modo riapriamo il cantiere dalla A-19 fino a Caltanissetta partendo dalla rotatoria da realizzare nello svincolo autostradale”, condizione necessaria per collegare la nuova bretella sul fiume Salso con la galleria che conduce al tratto iniziale a quattro corsie della Ss640 che è aperto ma ad oggi raggiungibile solo dalla rotatoria di raccordo con la Ss626.

E’ questa una delle notizie comunicate stamane dal viceministro alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, a Caltanissetta per una conferenza stampa in cui ha fatto il punto sui lavori. Quello di mercoledì sarà il primo affidamento “ponte” al Consorzio Italia, una filiera di imprenditori molti dei quali aderenti al Comitato creditori della Cmc per le opere pubbliche in Sicilia. Il contraente generale farà un secondo affidamento, stavolta definitivo, dopo la perizia di variante necessaria per eseguire i lavori nella galleria Caltanissetta e la ricostruzione del nuovo viadotto San Giuliano.

Nella stessa data di mercoledì 18 dicembre aprirà un nuovo tratto della Ss640 in contrada Favarella in continuità con i 2 chilometri aperti al transito mercoledì in contrada Grottadacqua per un totale di circa 5 chilometri. Dalla località Bigini in territorio di San Cataldo fino ad arrivare ad Agrigento, la Ss640 sarà percorribile senza più deviazioni su viabilità alternativa.

Lunedì prossimo in gazzetta ufficiale sarà pubblicato il decreto attuativo del fondo “salva opere” approvato con il decreto Crescita. Cancelleri è prudente, consapevole che le risorse disponibili (12 milioni di euro per il 2019, 33,5 milioni per il 2020 e circa 28 a regime negli anni successivi) sono comunque lontane dai 400 milioni di crediti attualmente vantati da fornitori e sub appaltatori nell’ambito di opere pubbliche affidate a imprese in stato di crisi come Astaldi e Cmc di Ravenna. In tal senso il viceministro ha anticipato l’intenzione del Governo di far entrare Cassa depositi e prestiti nel fondo con un meccanismo di anticipazione delle somme ai creditori che poi lo Stato restituisce a Cdp con lo 0,5 percento dei ribassi d’asta degli appalti pubblici. I primi 12 milioni saranno intanto erogati dal 20 gennaio prossimo. “Se c’è un merito nella costituzione del fondo salva opere va dato al presidente del Consiglio Conte”, ha detto il viceministro che ha poi fatto un excursus del lavoro di ricucitura svolto negli ultimi mesi con tutti gli attori in campo, senza nascondere le difficoltà di partenza.

“Da settembre mi sono messo subito a lavoro con gli attori coinvolti, in particolare con la Cmc di Ravenna su Caltanissetta e Bolognetta per quanto riguarda i cantieri siciliani. Va purtroppo sottolineato che le situazioni vissute nell’Isola non sono le uniche in Italia” ha spiegato Cancelleri. “La sensazione all’inizio è stata quella di una forte divisione tra gli attori in campo: Anas e Cmc ormai erano costretti a parlarsi tramite avvocati. Le delegazioni al primo tavolo organizzato si presentarono in numero talmente elevato che abbiamo dovuto prendere l’aula biblioteca del ministero che è quella di rappresentanza. Questo perché c’era una pletora di avvocati al posto dei tecnici. Abbiamo smontato queste divergenze e posto come base di lavoro un metodo di buonsenso al fine di risolvere passo dopo passo le molteplici problematiche. Ringrazio il comitato creditori, il ministero e chi ha collaborato al tavolo. Oggi gli avvocati sono ridotti ad uno solo per delegazione. Quindi abbiamo finito di litigare e iniziato a collaborare”.

“Il cantiere era un cadavere – sono le parole dell’esponente del Governo -. Lasciamo perdere gli annunci. Tutto era arenato da diatribe e litigi tra gli attori in campo. Abbiamo riportato le imprese in cantiere trovando le soluzioni con il conforto dell’avvocatura dello Stato che ha consentito di rinviare a fine lavori le penali” invece di applicarle sugli stati d’avanzamento lavori. Questo è servito a rendere capienti i Sal che altrimenti sarebbero stati svuotati in partenza mantenendo il cantiere fermo. Attraverso questo meccanismo sono state montate le barriere.

Un capitolo più spinoso riguarda la galleria Caltanissetta. Quattro chilometri per un costo di 200 milioni di euro, la galleria dev’essere dotata di trafori di collegamento tra le due canne ogni 700 metri circa. La realizzazione di questi innesti ha generato grandi perplessità di natura tecnica per via di infiltrazioni d’acqua e carichi eccessivi dovuti a movimenti di terra in superficie che non possono essere sottovalutati. Anas intende realizzarli ingabbiando con barre d’acciaio l’area in cui poi scavare all’interno il traforo di collegamento. I lavori sulla galleria e la ricostruzione del viadotto San Giuliano sono oggetto della perizia di variante e impegneranno tra i 20 ed i 22 mesi dopo l’approvazione.

Il cantiere per il raddoppio della Ss640 si conferma dunque un problema articolato da affrontare con strumenti diversi sul piano legislativo, amministrativo e tecnico. Alcuni di questi interventi sono stati realizzati o avviati, motivo per cui il viceministro si è dichiarato soddisfatto. Altri meritano una buona dose d’impegno e di fiducia.

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