Ss 640, monta la protesta. I circoli della Società Civile: “Una intollerabile beffa per il territorio”

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Un lungo corteo di cittadini, lavoratori, giovani, istituzioni, sindacati, partiti politici, associazioni, imprenditori, sindaci, con la presenza delle autorità ecclesiastiche e con in testa il Tricolore per protestare, per chiedere a gran voce una ripresa immediata dei lavori per il completamento della Ss 640 e delle opere di compensazione, i pagamenti dei crediti agli imprenditori ed inoltre una revisione di tutte le carenze progettuali che hanno danneggiato l’ambiente e privati cittadini.

Anche il Presidente della Regione Musumeci ha parlato della crisi della CMC, di “tragedia vissuta da centinaia di imprese, in una ipocrita sceneggiata sulle spalle di tanti disperati”, ha individuato nel ministro Toninelli “l’unico che può intervenire” ed ha affermato: “nessuna soluzione si intravede all’orizzonte”.

Da quanto si apprende da notizie di stampa, l’attuale situazione di blocco dei lavori sarebbe conseguente alla richiesta di concordato preventivo riguardante sia il contraente generale Empedocle 2 che la CMC, mandataria dell’Associazione Temporanea di Imprese aggiudicataria dell’affidamento a contraente generale per l’esecuzione tra la stessa CMC, la CCC Società Cooperativa e TECNIS spa.

Per tali ragioni ANAS spa dovrebbe far sapere all’opinione pubblica quali provvedimenti, tra quelli normativamente previsti in questi casi, ha già intrapreso o che ha in animo di intraprendere nell’immediato per risolvere la situazione di stallo che si è venuta a creare, situazione che, oltre a comportare notevoli danni al tessuto delle piccole imprese coinvolte a vario titolo nella costruzione dell’opera, allo stato di realizzazione della stessa, assume il carattere di una intollerabile beffa per il territorio tutto delle province nissena e agrigentina. Il celere completamento di questa importante infrastruttura avrebbe dato già nell’immediato un notevole impulso all’economia e avrebbe contribuito a rompere l’isolamento in cui versa questa parte della Sicilia interna.

A ciò si aggiunga il danno territoriale che comporta il permanere di opere non completate, danno che si incrementa con il perdurare del fermo lavori, del dissesto paesaggistico e idrogeologico del territorio, al disagio per i trasporti delle merci, al danno di immagine per un territorio già soffocato per i troppi torti subiti da un Governo Nazionale sempre distante e disattento alle richieste di sviluppo che si levano, con sempre maggiore insistenza, dalla terra di Sicilia.

Salvatore Giunta

Aldo Amico

Giancarlo Palmieri

Anna Stella

Vincenzo Mula

Giovanni Di Trapani

Maria Rita Di Trapani

I Circoli della Società Civile – Sicilia per l’Europa

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