Sportelli multifunzionali. E' stato d'agitazione. Sindacati, "Governo non rispetta accordi".

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“Tardano ancora ad arrivare le risposte sulla vertenza degli sportelli multifunzionali ,i 1800 lavoratori rischiano il posto di lavoro, sul futuro di tutte le filiere della Formazione e sull’emergenza salariale, per questo motivo proclamiamo lo stato di agitazione dei lavoratori degli Sportelli, e sollecitiamo la convocazione di un urgentissimo incontro con il Presidente della Regione Crocetta e gli assessori al Lavoro ed alla Istruzione e Formazione”. Cosi Giovanni Migliore Segretario regionale Cisl Scuola, responsabile della Formazione, annuncia lo stato di agitazione dei lavoratori degli Sportelli multifunzionali, indetto dai sindacati di categoria Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola.

I sindacati infatti sono preoccupati per il futuro incerto della filiera, dopo l’annuncio dell’assessore al Lavoro sull’impossibilità di adempiere all’impegno assunto dal governo, quello cioè di assicurare l’utilizzo dell’intero stanziamento pari a circa 19 milioni di euro della priorità 7 del Piano Giovani, e garantire la continuità dell’attività sino al 31 dicembre 2013. “Il governo deve assumere immediatamente responsabilità per trovare le soluzioni atte a garantire il futuro dei lavoratori degli Sportelli”. “Nell’accordo stipulato a giugno – aggiunge Migliore – il governo aveva assunto l’impegno di affrontare l’emergenza salariale, potenziando gli uffici competenti dei due dipartimenti e le rispettive ragionerie e consentire l’immediata erogazione dei finanziamenti agli enti gestori ed il conseguente pagamento delle retribuzioni attese dai lavoratori. Ma ad oggi, e nonostante ripetuti solleciti ed incontri, ciò non appare realizzato e l’andamento della spesa e la sua velocizzazione risultano insufficienti e inadeguati”. Infine sull’emergenza stipendi, conclude “chiediamo urgentemente il pagamento degli stipendi, utilizzando tutte le procedure e gli atti straordinari per superare i ritardi ormai insostenibili dai lavoratori , in caso contrario metteremo in atto ulteriori forti azioni di protesta”.

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